Micronews/ Lavorare per una società di sigarette? E’ “peccato” in Egitto

Sono numerosi i consumatori di sigarette in Egitto. Stando ai dati raccolti dalla Central Agency for Public Mobilization and Statistics (CAPMAS), il 20,2% della popolazione con più di 15 anni sono fumatori; tradotto in numeri: 12,6 milioni. Ma sono anche tanti i musulmani che hanno un impiego in una società che produce tabacco e per loro non ci sono buone notizie. Una recente fatwa emessa da Dar Al-Ifta Al-Misriya, una delle prime istituzioni nel mondo islamico a rappresentare l’Islam, vieta, infatti, di lavorare per una azienda che produce sigarette. Lo dichiara in un video il segretario dell’Istituzione, Mohamed Abdel-Samia: “fumare causa danni fisici – sostiene – ed è dunque “haram” “.

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Perché i migranti scelgono l’Europa?

I numeri sono chiari e confermano l’importanza del fenomeno delle migrazioni verso l’Europa: sono oltre 126mila i migranti e i rifugiati che quest’anno hanno raggiunto le coste dal mare (nel 2016 erano più di 363mila), di questi 2.537 sono morti o scomparsi durante la traversata (dati IOM UN Migration Agency). Solo l’Italia ne ha accolti oltre 700.000 dal 2011, circa l’80% proviene da Paesi dell’Africa subsahariana.

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Scambi culturali in Turchia e Portogallo


Siete giovani aperti a nuove culture e avete un minimo di esperienza lavorativa e una discreta conoscenza dell’inglese? Turchia e Portogallo vi aspettano con due progetti di scambio culturale.

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DoveStiamoAndando? A imparare l’autodifesa femminile

MILANO – “In caso di aggressione – nel 70% dei casi compiuta da un uomo della famiglia o comunque ben conosciuto dalla vittima – bisogna prima di tutto avvertire chi ci minaccia delle conseguenze pesanti, anche sul piano penale, che dal suo comportamento gli deriveranno; dobbiamo comunicare questo messaggio in modo fermo e inequivocabile, con l’atteggiamento, la mimica, le parole, la gestualità. Se e quando questo tentativo di dissuasione però fallisce, è necessario saperci difendere conoscendo e utilizzando movimenti automatici tecnicamente efficaci”, spiega Diana Nardacchione. Medico specialista in Anestesiologia e Rianimazione e in Psicologia-Indirizzo Medico, diploma di perfezionamento in tecniche sanitarie di Protezione Civile, cintura nera di judo, istruttrice di ju jitsu e di soft boxe, Diana dirige da molti anni i corsi di autodifesa femminile per la provincia di Monza e Brianza; ha anche pubblicato libri in materia.

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