Archivio Categoria: SOCIETY

This section explores what happens in the Mediterranean, with a special focus on youth and labor market. |Sezione che raccoglie approfondimenti di attualità e storie meno note (non sempre negative), dove vengono rappresentati modelli sociali e di welfare da importare o esportare.

Libano: Operation Salam, la pace sui tetti di Tripoli


Sono due gemelli libanesi, vivono a Tripoli e sono gli ideatori del progetto artistico Ashekman. Hanno scelto la parola araba “Salam” – che significa pace – per rispondere alla guerra con l’arte. L’hanno dipinta su 82 tetti della città: un’installazione che si estende per 1,3 chilometri e si può leggere solo dal cielo.

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DoveStiamoAndando? A prendere appunti per un viaggio nel futuro

The Dubai mall

Dubai –  La grande domanda è sul diffuso atteggiamento di sufficienza degli europei verso gli Emirati Arabi Uniti. Già, noi abituati a giocare con i millenni di storia e loro invece…niente, loro giocano con il futuro. Anzi lo studiano, se lo inventano: come al Mit, Sylicon Valley, Singapore, Bangalore, Pechino, Shanghai. Però: perché questi punti di riferimento sembrano più noti e citati di Dubai?

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Med Dialogues 2017: appuntamento a Roma per individuare i meccanismi della convivenza

Cos’è il Mediterraneo (o, forse, cosa sta diventando)? Secondo il presidente di Ispi, Giampiero Mossolo, è sia un’area insicura – se si pensa in primis a Libia e Siria – dove le potenze mondiali si scontrano di frequente senza trovare un comune accordo, sia un luogo ricco di prospettive e opportunità. Parte oggi a Roma la conferenza Med Dialogues 2017, incontro annuale promosso dal ministero degli Affari esteri e da ISPI con la missione di “riscoprire meccanismi della convivenza” secondo quanto ha annunciato Mossolo inaugurando la terza edizione.

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Micronews/ Lavorare per una società di sigarette? E’ “peccato” in Egitto

Sono numerosi i consumatori di sigarette in Egitto. Stando ai dati raccolti dalla Central Agency for Public Mobilization and Statistics (CAPMAS), il 20,2% della popolazione con più di 15 anni sono fumatori; tradotto in numeri: 12,6 milioni. Ma sono anche tanti i musulmani che hanno un impiego in una società che produce tabacco e per loro non ci sono buone notizie. Una recente fatwa emessa da Dar Al-Ifta Al-Misriya, una delle prime istituzioni nel mondo islamico a rappresentare l’Islam, vieta, infatti, di lavorare per una azienda che produce sigarette. Lo dichiara in un video il segretario dell’Istituzione, Mohamed Abdel-Samia: “fumare causa danni fisici – sostiene – ed è dunque “haram” “.

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