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CINEMA/ I corti a Venezia, non lontano dal red carpet

Non solo George Clooney, Al Pacino o Roman Polanski, ma anche João Figueiras, Daniel Mulloy, Michele Coggiola, Rudi Rosenberg e altri ancora. Forse sono nomi che non richiamano la nostra attenzione, forse abbiamo letto poco di loro o semplicemente non li conosciamo e non abbiamo avuto occasione di vedere ciò che hanno ideato e prodotto. E’ vero che i loro ritratti non sono apparsi sulle copertine di importanti testate nazionali o straniere, ma, in occasione della Mostra del Cinema di Venezia, si sono fatti notare. Abbiamo assistito alle proiezioni di alcuni dei loro cortometraggi e abbiamo scelto di dare spazio al lavoro di questi giovani e promettenti registi.


I 31 film in concorso sono stati selezionati da un comitato internazionale di esperti e sono giunti alla Mostra del Cinema di Venezia 2011, dove hanno partecipato alla XII edizione del Circuito Off, presentata quest’anno al Lido (in collaborazione con EIUC) presso il Monastero di San Nicolò.

Video, documentari, cortometraggi e brevi filmati sono stati sottoposti al giudizio del pubblico e valutati da una giuria ufficiale, che ha premiato la semplicità di Aglaée, una giovane donna handicappata che vive serenamente la sua condizione e gioca con i sentimenti di un compagno di classe, timidamente innamorato di lei. A differenza di altri suoi colleghi, il regista francese Rudi Rosenberg sceglie la commedia e chiude il suo corto con un pizzico di ironia.

Più drammatico ed intrigante è invece la fiction G-The Other me del giovane regista italiano Michele Coggiola: un thriller di 23 minuti, una storia di denaro e vendette, dove i legami famigliari possono essere annullati da una valigetta colma di contante e dove la conclusione si comprende solo nell’ultima drammatica scena, che riprende la prima.

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Il regista Michele Coggiola (centro) con il cast di G-The Other me. Circuito Off, Lido di Venezia. Ph. Andrea Somavilla
Il regista Michele Coggiola (centro) con il cast di G-The Other me. Circuito Off, Lido di Venezia. Ph. Andrea Somavilla
Circuito Off. Lido di Venezia, 3 settembre 2011. Ph. Andrea Somavilla
Circuito Off. Lido di Venezia, 3 settembre 2011. Ph. Andrea Somavilla
Circuito Off. Lido di Venezia, 3 settembre 2011. Ph. Andrea Somavilla
Circuito Off. Lido di Venezia, 3 settembre 2011. Ph. Andrea Somavilla
Circuito Off. Lido di Venezia, 3 settembre 2011. Ph. Andrea Somavilla
Circuito Off. Lido di Venezia, 3 settembre 2011. Ph. Andrea Somavilla
Circuito Off. Lido di Venezia, 3 settembre 2011. Ph. Andrea Somavilla
Circuito Off. Lido di Venezia, 3 settembre 2011. Ph. Andrea Somavilla
Circuito Off. Lido di Venezia, 3 settembre 2011. Ph. Andrea Somavilla
Circuito Off. Lido di Venezia, 3 settembre 2011. Ph. Andrea Somavilla

Fotogallery di Andrea Somavilla

Anche il portoghese João Figueiras sceglie di raccontare una storia di soldi, delinquenza e vendetta. Nel suo corto The Pickpocket la solitudine e la malinconia del protagonista prendono il sopravvento, trasmettendo allo spettatore ansia ed angoscia. Interessanti le scelte: il fumo di una sigaretta perennemente accesa, la figura sfuocata del pickpocket e le riprese originali di una Lisbona in costante mutamento. Venti minuti in lingua originale (peccato per i sottotitoli, a volte troppo veloci) si concludono con un finale tragico.

Toccante e altrettanto tragica è anche l’ultima scena del corto Baby, del regista britannico Daniel Mulloy, che sceglie di raccontare il dramma della malattia attraverso la rabbia di una donna sieropositiva e l’incoscienza di un uomo che, senza esitare, opta per il tradimento. Una scelta che gli costerà cara. Attrazione “fatale” per 25 lunghi minuti che lasciano l’amaro in bocca.

Un Circuito Off con molti drammi e poche leggerezze insomma. Un approccio certamente diverso, un taglio decisamente originale. Sono realtà conosciute – vissute di riflesso o in prima persona – e vicende di vita quotidiana, registrate su una pellicola e proposte a noi spettatori per riflettere, condividere o ignorare. A noi e a voi la scelta.

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