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DESIGN/ Fuori Salone, dentro Milano

Anche quest’anno ci provo. Provo a buttarmi nella confusione del Fuori Salone, questa volta però con un obiettivo preciso: scoprire cosa accade in quegli spazi normalmente adibiti ad intrattenimento culturale che oggi strizzano l’occhio alla kermesse più internazionale che Milano ospita annualmente. Il timore, però, è trovarmi di fronte ad una proposta ampia e di valore sulla carta, ma nel concreto discutibile.

Come è accaduto lo scorso anno, ho l’impressione che lo scoglio più difficile da superare (ancora!) sia il dominio dell’apparenza.
A sostegno di questa tesi, vi voglio riportare l’abuso di termini che accompagna la comunicazione dell’evento e che ci ossessiona da una settimana a questa parte: creatività, sostenibilità, eco compatibilità, innovazione… Come se la ripetizione instancabile di questi concetti bastasse a dare sostanza alla manifestazione. Purtroppo succede esattamente il contrario e il risultato è un enorme esercizio di stile favorito da gente che si parla un po’ addosso. Ma qualcosa, devo dire, è cambiato.

Gli avventori del Fuori Salone non sono certo degli sprovveduti, anzi. Hanno imparato a diffidare di chi si proclama “creativo” solo perché sorseggia uno spritz in Zona Tortona, indossa abiti sgualciti per finta e lancia sguardi di sufficienza sotto occhiali Ray-Ban dalla montatura spessa. Tempi duri, quindi, per gli artistoidi da marciapiede!

Scremati gli sproloqui dei radical chic e detersa la patina di apparenza si possono davvero scovare proposte efficaci. Parlo di creazioni in grado di cambiare il nostro modo di vivere, di insegnarci un approccio responsabile alla quotidianità e di ricordarci la regola base del rispetto. Per l’ambiente, per l’arte, per il lavoro e, perché no, per il bello. Ma soprattutto rispetto per noi stessi e per la nostra voglia di guardare oltre, di progredire.

Perché di professionisti competenti che destrutturano per poi proporre ce ne sono eccome, bisogna solo dare loro credito, lasciando che il superfluo affoghi in un mare di prosecco e Campari.

Vi proponiamo, quindi, di accompagnarci in quest’avventura metropolitana alla ricerca dei progetti che potranno rivoluzionare le nostre vite.
Ecco qualche indirizzo da visitare, e, mi raccomando, scriveteci le vostre impressioni e scatenatevi con i commenti!

ABISSI (Acquario e Civica Stazione idrobiologica)
CASCINA CUCCAGNA
DI DONNE (Fabbrica del Vapore)
ELITA, WILD IN THE CITY (Teatro Franco Parenti)
IED, STUDIO DYLOAN (Museo della scienza Leonardo da Vinci)
FAI (Villa Necchi Campiglio)
INTERNI (Università degli Studi di Milano)
MASSIMIANO 6 (Ventura Lambrate)

 

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