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FOTOGRAFIA/ World Press Photo 2011: umanesimo fotografico

L’edizione 2011 del WPP pone l’uomo al centro, partendo dal principio.
Questa 54ª esposizione – nove categorie tematiche e 56 foto selezionate – è infatti dedicata alla memoria dei due fotoreporter uccisi il 20 aprile a Misurata, Tim Hetherington e Chris Hondros.

Istantanee di vita, incredibilmente vissuta. Immagini di guerra, di disastri naturali, di conflitti sociali, ma anche di vita quotidiana, di sport, di moda scorrono mostrando il meglio e il peggio (soprattutto il peggio) del nostro mondo.

Le situazioni vengono raccontate attraverso chi le vive o le subisce. E’ lo sguardo dell’uomo, con la sua sofferenza e la sua dignità, il vero protagonista di ogni immagine esposta. Ad immortalare quello sguardo, un obbiettivo. Dietro quell’obbiettivo, un altro uomo, un fotografo, che per esorcizzare il dolore e non esserne complice scatta, scatta, scatta.

E’ quello che è successo alla fotoreporter Jodi Bieber, sudafricana, e autrice della “Foto dell’anno 2010”. L’immagine della Bieber mostra il volto sfigurato di Bibi Aisha, giovane donna afgana di 18 anni, vittima dei maltrattamenti del marito e della giustizia talebana che la condanna all’amputazione di naso e orecchie.

E’ così che nella professione del fotoreporter riscopriamo una forma di umanesimo contemporaneo in grado di portare le istantanee ad un livello superiore, oltre la mera testimonianza del fatto in sé.

Questo fotogiornalismo dimostra il potere che le immagini hanno di trascendere ogni differenza linguistica per raggiungere forme altissime e immediate di comunicazione.

Info:
In Italia la mostra sarà ospitata a Milano (4 – 31 maggio alla Galleria Carla Sozzani), poi a Lucca (20 novembre – 12 dicembre alla Chiesa dei Servi) e a Napoli (8 dicembre – 4 gennaio 2012 al Pan-Palazzo delle Arti).


1 comment

  1. stella

    invidiabile, bravissima!!!
    ottimi temi coinvolgenti,sembra costruito su misura per me.
    mi iscriverò per “taggarvi”
    stella

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