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Jeunesses arabes

CULTURE-silviaJeunesses arabes_La parola passa ai giovani arabi del 2013, uomini e donne del Marocco, Yemen, Algeria, Siria, Tunisia, Egitto, Libia, Giordania, Palestina, ma anche Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Laurent Bonnefoy e Myriam Catusse, entrambi politologi e studiosi del mondo arabo, li hanno osservati da vicino e ora ce li mostrano, forse per insegnarci ad ascoltarli e conoscerli. Presentato il 27 settembre all’Istituto del Mondo Arabo di Parigi, Jeunesses arabes du Maroc au Yémen: loisirs, cultures et politiques (Giovani arabi dal Marocco allo Yemen: tempo libero, cultura e politica) è il libro sulle nuove generazioni del mondo arabo. Non si tratta solo di potenziali terroristi, eterni migranti o icone della “Rivoluzione”, ma piuttosto di persone che hanno avuto una indiscussa capacità di influenzare il mondo intero. E dunque chi sono veramente questi ragazzi? Come vivono? Cosa temono? Cosa fanno nel loro tempo libero (in arabo waqt faragh, tempo vuoto)?

Bonnefoy e Catusse costruiscono un ritratto inedito di una generazione della quale si parla molto, ma che forse poco si ascolta. Un’analisi approfondita che si avvale degli studi di altri ricercatori (arabi e conoscitori del Paese in cui vivono) per dare una definizione di “arabi” e “giovani” (shabab) e utilizzare una nuova chiave di lettura: il tempo libero.

Un approccio diverso, dunque, per osservare i cambiamenti sociali attraverso il tempo che i giovani dedicano quotidianamente ad attività, interessi e passioni. E’ proprio attraverso questo intervallo di tempo – dove scuola, famiglia, tradizioni e religione hanno un ruolo importante –  che gli autori mostrano una società “imprevedibile” e in costante evoluzione, soprattutto a partire dal 2011.

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