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La Ciociara, come la guerra cambia le persone

Nato in ambito letterario da un romanzo di Alberto Moravia del 1957 ed esploso sul grande schermo con l’interpretazione di Sophia Loren nel film di Vittorio De Sica del 1960, La Ciociara giunge a nuova maturità nella riscrittura teatrale di Annibale Ruccello del 1985. Ed è da quest’ultima fase che prende vita lo spettacolo prodotto dal Teatro Bellini di Napoli e diretto dalla regista Roberta Torre, in scena dall’8 al 27 febbraio al Teatro Manzoni di Milano.

Lo spettacolo è il risultato di una contaminazione di elementi di cinema, fotografia, musica. “L’idea geniale di Ruccello è spingersi a guardare il “dopo” la vicenda – dice la regista Roberta Torre – quando ormai la guerra è lontana e si è tornati alla normalità”.

La guerra cambia le persone e il testo indaga i cambiamenti nel profondo. Sono gli anni ’50 e i due personaggi principali, madre Cesira (Donatella Finocchiaro) e la figlia Rosetta (Martina Galletta), litigano per l’acquisto di un’automobile. L’asprezza dei dialoghi, la difficoltà di comunicazione fra le due donne, sottolineano le cicatrici lasciate dalla guerra e dalla violenza. La vita piccolo borghese non fa altro che corrompere l’autenticità delle due ciociare ora in possesso di un unico credo: il denaro. Tutto è reso vano dal consumismo e i ricordi non riescono più a prendere forma se non nella figura del fantasma di Michele (Daniele Russo), unica presenza positiva nello spettacolo.

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