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LIBRI/ Turchia. Storie ordinarie di resistenza #6

CULTURE

Libri e espressione_Tincalla_640FocusMéditerranée pubblica questa settimana il sesto estratto di Testimone a Gezi Park, il libro di Luca Tincalla, scrittore e giornalista italiano che abita ad Istanbul ed ha seguito in prima persona la rivolta turca scoppiata nel maggio 2013. In questa puntata, libri e libertà di espressione.

Ogni tipo di censura è contagioso. E l’autocensura è la forma di contagio più ingannevole, più offensiva e la più letale. [da “Comunicato della piattaforma degli editori].

 

Per la sua natura, la capacità di offuscare la realtà, di accecare e rendere dipendenti, ha acquisito una ‘legittimità’ innegabile. Quando le società diventano immuni a questo contagio inseriscono l’idea di libertà e la realtà in una scatola nera. In qualche modo queste scatole nere vengono sempre inevitabilmente perse o fatte scomparire da chi detiene il potere.

Quando qualcuno non riesce a esprimere in modo libero i propri pensieri, non si può che parlare di un’esistenza fasulla. La paura e l’ansia non sono un modo di vivere, ma una forma di morte. Un albero può essere un semplice simbolo, se entra a far parte della vita diventa un simbolo vitale: le persone che intendono vivere liberamente non sono dei fantocci. Non si può controllare la determinazione di vivere, la libertà di respirare, diritto fondamentale. Una società che non respira, non riesce a pensare e una società che non pensa regredisce e viene rinchiusa in un pensiero unico. Così le persone diventano fantocci, con orizzonti ristretti e una mentalità chiusa. La terra su cui si vive è un punto di non ritorno. Le società devono salvaguardare i propri ‘spazi di vita’, non ‘spazi di morte’.

Noi crediamo che i libri che si basano su un pensiero libero e indipendente rappresentino uno spazio di libertà e che facciano nascere. Grazie ai libri respiriamo, grazie ai libri esistiamo. Perché noi ricerchiamo un pensiero libero, indipendente, creativo, e vogliamo conoscere e far conoscere la realtà diffondendo la conoscenza e il pensiero libero.

I media turchi devono poter aprire il prima possibile ‘le scatole nere’ e mostrare la realtà. Oggi è il giorno in cui le persone definite “una piccola minoranza”, dei “marginali”, invisibili, stigmatizzate, tutte insieme, fianco a fianco, sono libere di respirare. È il giorno in cui si mostra un’estetica della resistenza composta dalla diversità dei colori e dalla capacità di ribellarsi. Oggi è il giorno in cui diciamo apertamente che viviamo dalla parte del bello e del buono, che viviamo in modo indipendente e senza paura, e che usiamo il nostro diritto a respirare.
Cacciate via questo fumo, questa nube di gas. Lasciate che tutti respirino e che le menti si illuminino.
Le armi sono il simbolo della codardia.
L’uomo è bello quando resiste come un albero.
LA PIATTAFORMA DEGLI EDITORI TURCHI
ISTANBUL/ TURCHIA

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