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LIBRI/ Twitter e Jihad: la comunicazione dell’ISIS

CULTURETwitterJihad_cover640Non soltanto immagini di guerra ed esecuzioni sommarie, ma anche una propaganda costante per dimostrare di controllare il territorio ed essere in grado di provvedere ai bisogni dei cittadini.

Lo Stato Islamico (Daesh) si è dimostrato capace di adattare la sua strategia di comunicazione (social Media, video, riviste digitali, radio locali, pamphlet e manifesti) per rafforzare il suo potere locale, reclutare nuovi combattenti o influenzare le opinioni pubbliche degli Stati occidentali e arabi. La propaganda dello Stato Islamico viene dettagliatamente descritta nel volume curato da Paolo Magri, direttore ISPI, “Twitter e Jihad: la comunicazione dell’ISIS“, presentato nei giorni scorsi a Roma e a Milano.

Hanno dato il loro contributo ricercatori, esperti di comunicazione e giornalisti (Andrea Plebani, Paolo Branca, Paolo Maggiolini, Monica Maggioni, Marco Lombardi, Marco Arnaboldi, Lorenzo Vidino, Harith Hasan al-Qarawee), fornendo un’analisi scientifica completa e un quadro esaustivo sul tema, combinando una puntuale disamina dei riferimenti storici e simbolici presenti nei video di Isis a un’attenta analisi delle tecniche di montaggio e post–produzione.

Info: clicca qui e scarica l’e-book Twitter e Jihad: la comunicazione dell’ISIS

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