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Oriente Occidente, il festival sulle rotte di Ulisse

La trentunesima edizione del Festival Oriente Occidente si chiuderà domenica 11 settembre dopo undici giorni di eventi artistici e culturali dedicati al tema del Mediterraneo. Ogni anno le città di Trento e Rovereto accolgono i numerosi appuntamenti della rassegna, dimostrando l’interesse ad indagare le innovazioni provenienti dal mondo della danza contemporanea e ad approfondire un percorso ideale di scambi e incroci – da Oriente a Occidente, appunto – non solo tra culture, ma anche tra generi e linguaggi della scena moderna.

LA MIA VERITÀ – Prescindendo dalla personale affezione che mi lega alle espressioni artistiche “da palcoscenico”, credo davvero che ogni forma di investimento culturale sia l’arma che dobbiamo imbracciare in risposta al primo decadimento che ci affligge, quello morale. Cosa ne pensate?

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Sulle rotte di Ulisse è il titolo che quest’anno il Festival propone, titolo che prende spunto dall’omaggio all’eroe omerico per riflettere su quanto sta accadendo in un’area geografica in continua evoluzione. Parlare di Mediterraneo oggi, significa infatti riportare alla mente scenari di rivoluzione, destabilizzazione sociale e guerra. Le ostilità tra israeliani e palestinesi, quelle greco-turche intorno a Cipro, i fenomeni migratori, le sollevazioni popolari che hanno dato vita alla cosiddetta “Primavera Araba”: questi i fatti che continuano ad occupare la cronaca.

Il Festival Oriente Occidente, pur sviluppandosi in questo contesto, cerca di raccontare l’attualità attraverso l’arte, riconoscendole il ruolo di linguaggio universale in grado di superare le contingenze storiche. Guardare al Mediterraneo attraverso il sublime filtro della forma artistica permette di attribuire un valore e un’identità ai popoli che lo abitano e di scoprire incroci di culture, esperienze, paure, migrazioni, immaginari. Di procedere oltre i conflitti che, in direzione contraria all’arte, uniformano azioni e pensieri verso il basso.

La rassegna persegue dunque un obiettivo preciso: raccontare un’area geografica che non è solo un luogo fisico, ma un vero e proprio “mare di conoscenza” capace di arricchire e integrare. E’ per questo che Oriente Occidente ospita in ogni edizione le migliori compagnie provenienti da tutti i Paesi che si affacciano sul mare nostrum.

Lo dimostrano i coreografi in cartellone, che hanno portato a Rovereto e Trento tutte prime nazionali: dalla spagnola Mercedes Ruiz col suo travolgente flamenco, al grande serbo Josef Nadj, all’egiziano Walid Aouni che, dopo gli studi in Occidente, torna nella sua terra e ne testimonia la condizione femminile. E ancora, l’israeliano Ohad Naharin, il turco Ziya Azazi, il bailador flamenco Augustin Barajas della Tangeri Café Orchestra, il greco Andonis Foniadakis, fino al franco-algerino Abou Lagraa. Ad animare le due serate dedicate all’Italia, invece, la taranta salentina, incrocio e mélange di danze del Mediterraneo.

Il Festival, mai come quest’anno, ha rappresentato dunque uno dei migliori modi possibili di riflettere sul presente per rintracciare rotte di pace e di convivenza tra popoli e culture.

Info: Festival Oriente Occidente dal 1 al 11 settembre a Rovereto, Trento. Tel. +39 0464 431660

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