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Rivoluzioni culturali nei Paesi Arabi: moda, musica e arte contemporanea

Slimen El Kamel, La Tête Rose, 2016, Acrylic paint on canvas, 150 x 160 cm. Courtesy Sulger-Buel Lovell

Identità, migrazione, conflitto, decolonizzazione, ecco i temi scelti da sessanta artisti internazionali e 17 gallerie che dal 24 al 25 febbraio parteciperanno a “La foire d’art contemporain africain 1:54” a Marrakech, nell’elegante hotel La Mamounia. Un evento che negli ultimi cinque anni si era tenuto a Londra e a New York. Per l’occasione, la città marocchina aprirà al pubblico internazionale il suo nuovissimo museo  di arte contemporanea africana Al Maaden (MACAAL), presentato nel 2016 durante il COP22.

Riad
Un bando lungo vent’anni, e finalmente in Arabia Saudita viene approvato il progetto del primo teatro d’opera e iniziati i lavori. Si tratta di un intervento che rientra nella politica delle riforme economiche e sociali portate avanti dal principe ereditario Mohammad bin Salman Al Sa’ud. Il capo dell’Autorità generale per le attività di intrattenimento, Ahmad bin Aqeel al Khatib, ha spiegato ai microfoni della televisione Al Arabiya che nei prossimi dieci anni Riad investirà 64 miliardi di dollari in progetti di cultura e intrattenimento.


Dalla musica alla moda: dal 26 al 31 marzo si aprirà, nell’Apex Center di Riad, la primissima edizione della “Settimana della moda araba”.

Si tratta di un’iniziativa che ha come obiettivo anche quello di sostenere altri settori dell’economia, in particolare quello del turismo.

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