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Sculture mediterranee: due sponde un solo mare. Intervista a Roberta Conigliaro

Approda a Milano, presso la galleria Milan Art & Events Center, Due sponde un solo mare, mostra itinerante della scultrice Roberta Conigliaro che si aprirà il prossimo 6 aprile. A presentarla, la giornalista Ilaria Guidantoni.

L’Africa e l’Europa, due continenti uno di fronte all’altro, separati da una striscia di mare, il Mediterraneo, il “mare di mezzo”. Due coste, quella nordafricana e quella siciliana, che si guardano: una, porto di partenza; l’altra, terreno di approdo di popolazioni in fuga da guerre e povertà che vogliono una nuova vita. Questo tratto di mare diventa, giorno dopo giorno, la culla di sogni naufragati.

Dove nasce l’ispirazione per questa mostra?
Sono nata a Siracusa e ho vissuto in Sicilia fino all’età di diciotto anni, quindi il Mediterraneo fa parte del mio DNA. Le notizie di cronaca mi hanno poi stimolato ad approfondire. Si sente parlare di sbarchi – o di tentati sbarchi. Ho cominciato ad interessarmi al tema dal punto di vista dei migranti. Ho sentito la necessità di esprimermi. E il mio modo di comunicare, di dare voce al mio immaginario e alle mie emozioni è la scultura. La mia ispirazione nasce, però, da lontano: dall’essere cresciuta in Sicilia – a sud dell’isola molto vicina alla costa nordafricana – ed averne quindi subito il fascino, legato alle influenze lasciate nella mia Regione dalle varie dominazioni.

L’arte, secondo lei, può essere un ponte che avvicina le due sponde?
Sicuramente, perché l’arte ha un linguaggio universale e permette veramente di comunicare. La sua lingua sono le immagini e le emozioni. La mia mostra è proprio questo: un insieme di “suggestioni ed immagini scolpite” in pietra e terracotta, alle quali ho accostato alcuni testi – scritti durante la realizzazione delle opere – che accompagnano il percorso del visitatore. La mia è una mostra che parla di speranze, di sogni infranti e, soprattutto, di incontri.

Il migrante, un essere in fuga, ma anche un nomade …
Il mio approccio è stato proprio quello di non cercare di trattare solo l’aspetto drammatico. Certamente c’è, ma io credo che il bisogno di spostarsi, di conoscere e di cercare posti diversi, dove esprimere meglio se stessi e avere nuove opportunità, appartenga all’essere umano. Ricordiamoci che tutti noi siamo figli di incontri, non esiste una razza pura.

Chi sono i protagonisti delle sue opere e quale relazione hanno con il Mediterraneo?
I miei soggetti sono frutto di un istinto che mi guida. Parto da un’idea iniziale, ma la realizzazione è comunque creatività. Cerco di spiegarmi il perché della scelta, ma c’è sempre qualcosa di inconscio, ancestrale e anche di misterioso che va al di là di quello che cerco di comprendere e razionalizzare. La relazione sta anche nel fatto che i miei soggetti continuano a viaggiare attraverso il Mediterraneo. Sono partita con questa progetto dalla Sicilia, sono andata poi a parlarne in Tunisia, sarà ora in mostra a Milano. Il mio è un progetto migrante e in evoluzione.

Info: Due sponde un solo mare presso Milan Art & Events Center, Via Lupetta 3 (ang. Via Torino), Milano. Dal 6 al 22 aprile 2017. Inaugurazione giovedì 6 aprile ore 18.30 (su invito)
Orari: da martedì a venerdì ore 10-13 e 15-19 / sabato ore 15-19
Info pubblico: Tel. +39 02 39831335 – [email protected] – www.ma-ec.it

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