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PISTE CICLABILI/ Quelle di Milano io le ho provate!

Vi presentiamo il video di un nostro lettore, che ha condiviso l’articolo di Valerio B. “PISTE CICLABILI/Milano cambia, ma in meglio?” pubblicato su Independnews il 4 maggio scorso. A seguire la sua testimonianza con un pizzico di rassegnazione. Diteci anche voi cosa ne pensate. Invieremo i vostri commenti al Comune di Milano e chissà che la città possa cambiare in meglio! Ai lettori ciclisti segnaliamo il sito PisteCiclabili.com con un forum dedicato

di Paolo A.

Ho percorso anch’io la circonvallazione interna di Milano partendo dalla fermata MM di San’Ambrogio con direzione Francesco Sforza: 6,3 km di distanza in poco meno di 28 minuti (è vero, sono un appassionato di biciclette, ma non un vero ciclista!). Di cose da raccontare ce ne sono tante!

Sapete che nella città dell’Expo, o meglio nell’arteria principale di Milano, ci sono solo 1,6 chilometri di ciclostrade su poco più di 6 chilometri? Via Carducci ne ha 600 metri, via De Amici 400, Via Francesco Sforza circa 600. In altre parole stiamo parlando di un piccolo 25%.

Per ovvie ragioni pratiche queste ciclostrade sono interrotte dalle fermate dei mezzi pubblici di superficie e dagli incroci. Durante il mio tour ho avuto modo di contare i veicoli che intralciavano il passaggio in modo evidente: scartando le auto parcheggiate sui marciapiedi (con tutte le quattro ruote), ma tenendo in considerazione quelle che sporgevano sul ciglio della strada, ne ho contate ben 41! Una ogni 150 metri! E pensate che 27 di queste avevano inserito le quattro frecce. Dovremmo ricordare loro che chi abusa delle luci di emergenza può essere multato per sosta vietata e per uso improprio della segnalazione!

Ma andiamo avanti a pedalare … e dividiamo per un attimo la strada delle auto dal restante ciclabile o psudo-ciclabile. E’ evidente che qui vige la regola del più forte, ergo la legge della giungla: si sfreccia incurante del velocipede, a volte sfiorandolo per via di un sorpasso a destra, mentre un camion procede a bassa velocità sulla sinistra. Ad un tratto, un enorme autoarticolato blocca gran parte della corsia obbligandomi ad un rischioso sorpasso proprio nel punto più scorrevole, e dunque dove il rispetto della velocità viene totalmente dimenticato.
Non fingiamo di dimenticare anche i motorini e le moto, che ti passano sulla destra quando tu sei lì che pensi di essere già più a destra possibile.

Eccomi a Cadorna, groviglio di auto, moto, scooter, autobus, tram e pedoni che sbucano da ogni parte. Ma tanto io so che pochi metri più in là c’è la mia ciclostrada.

Finalmente la raggiungo e subito mi accorgo che qui vige la legge della sopravvivenza, ergo quella della giungla: tra pedoni che pensano che sia un secondo marciapiede, tra motociclisti che scambiano questa corsia per un parcheggio più civile del marciapiede e tra gli automobilisti che la utilizzano come rampa di decelerazione e parcheggio … siamo fritti. Il rischio è maggiore perché le auto che sfrecciano sono pronte ad investirti. Sanno che finalmente ti hanno fuori dalle scatole e non considerano la possibilità di fuoriuscire dalla ciclostrada.

Ora voi mi direte, ma che motivo avevi di fare un giro completo della Circonvallazione interna di Milano? Non potevi usare altre strade? Magari più piccole e sicure? Certo che potevo, ma volevo capire se queste soit disant “ciclabili” sono pratiche e funzionali o sono una vera e propria presa in giro.

Ora, che ho un’idea chiara, voglio sollevare qualche domanda: perché, in qualità di cittadini, veniamo spesso sottovalutati? Perché ci continuiamo a prendere in giro? Perché in altri Paesi la legge del più forte viene repressa sul nascere? Avete mai provato a guidare un’auto in Olanda? Se non lo avete fatto, non fatelo. Potreste uccidere qualcuno nell’arco di pochi metri! Lì gli automobilisti hanno paura dei ciclisti come qui i ciclisti sono terrorizzati dagli automobilisti.

Uomini e donne che governate questa città (o che andrete a governarla) non sprecate tempo e vernice gialla, lasciate tutto com’era. Qualcuno vi voterà comunque, non preoccupatevi!

2 comments

  1. mat

    Sono d’accordo con te e, mio malgrado, condivido anche la chiosa malinconica e rassegnata..
    Ricordo comunque a tutti che il prossimo 12 e 13 giungo, in occasione del referendum, oltre ai quesiti su nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento, noi milanesi avremo altri 5 extra quesiti “ambientali”, di cui uno proprio sull’argomento piste ciclabili..

    1 Oggetto: Richiesta di referendum consultivo d’indirizzo per ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di “ecopass” e la pedonalizzazione del centro

    “Volete voi che il Comune di Milano adotti e realizzi un piano di interventi per potenziare il trasporto pubblico e la mobilità “pulita” alternativa all’auto, attraverso l’estensione a tutti gli autoveicoli (esclusi quelli ad emissioni zero) e l’allargamento progressivo fino alla “cerchia ferroviaria” del sistema di accesso a pagamento, con l’obiettivo di dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti.

    In particolare gli interventi richiesti sono:
    a. il potenziamento del sistema metropolitano milanese con il completamento delle linee 4 e 5 entro il 2015;
    b. il raddoppio entro il 2012 dell’estensione delle aree pedonali, sia in centro che in periferia, comprendendo per lotti l’intera area della Cerchia dei Navigli a partire dal “Quadrilatero della moda”;
    c. il raddoppio entro il 2012 delle aree a traffico moderato (zone a 30 Km/h) e la realizzazione di interventi per la sicurezza stradale dei quartieri residenziali;
    d. la realizzazione entro il 2015 di una rete di piste e itinerari ciclabili integrati e sicuri di almeno 300 km e il raddoppio entro il 2012 degli stalli di sosta per le biciclette;
    e. la protezione e preferenziazione di tutte le linee di trasporto pubblico entro il 2015, in modo da aumentarne velocità e regolarità;
    f. l’introduzione in tutta la città, a partire dalle aree periferiche, di un servizio diffuso diurno e notturno di “bus di quartiere” che faccia servizio dalle singole abitazioni alle principali fermate del trasporto pubblico, senza costi aggiuntivi rispetto al titolo di viaggio;
    g. l’estensione sull’intero territorio cittadino del servizio di bike sharing, raggiungendo 10.000 bici entro il 2012 e del servizio di car sharing raggiungendo 1.000 auto elettriche entro il 2012;
    h. il prolungamento dell’orario di servizio delle linee metropolitane fino alle ore 1.30 tutte le notti;
    i. il potenziamento del servizio taxi mediante il ripristino del secondo turno che garantisca fino a 8 ore aggiuntive di servizio (“seconda guida”);
    j. il ripristino del divieto di circolazione e carico e scarico merci nella Cerchia dei Bastioni nelle fasce orarie di picco del traffico mattutine e pomeridiane e la promozione un sistema di logistica condivisa con veicoli elettrici;
    k. l’estensione della regolamentazione della sosta in tutta l’area compresa all’interno della “cerchia filoviaria” e nelle aree circostanti gli assi delle metropolitane, con esclusione del pagamento dei soli residenti e per i veicoli ad emissioni zero;
    l. un buono di 1.000 euro, spendibile in servizi di trasporto pubblico, a favore di tutte le famiglie che “rottamano” l’auto senza sostituirla.

    Per il piano di interventi è prevista una spesa massima aggiuntiva rispetto a quanto già iscritto a bilancio comunale pari a 60 milioni di euro all’anno, che sarà coperta mediante l’incremento delle entrate da accesso, con una tariffa giornaliera di 5 euro per i veicoli per trasporto persone (prevedendo agevolazioni per i residenti) e di 10 euro per i veicoli per trasporto merci, e della sosta, da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile.

    la fiducia è poca però, come si dice a Milano, sperèm!

  2. carlo

    solo per dare qualche spunto di riflessione:
    ma quanti altri ciclisti hai incontrato durante il tuo giro della circonvallazione? Siamo sicuri che i milanesi vogliano utilizzare la bicicletta?
    i milanesi non usano la bicicletta per mancanza di piste cilcabili “sicure” o invece non la usano perchè non vogliono usarla?
    Sono nato a milano ed ho sempre vissuto nella mia città.Non ho mai incontrato nessuno che esprimesse il bisogno di avere una pista ciclabile, anche da parte di chi la bici la utilizza giornalmente.
    Vorrei aggiungere un altro punto alla discussione: Milano ha il BikeMI. iniziativa che ritengo molto interessante…peccato che non si possa utilizzare con carta di credito (come ad esempio accade a Parigi).trovo che la formula dell’abbonamento sia una barriera all’ingresso molto elevata

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