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A lezione di … Islam d’Europa

MIGRATION3298IslaminEuropadi Fatima Khachi
Mi sono iscritta ad un master che si tiene a Padova, “Studi sull’Islam d’Europa”, organizzato dal Fidr, dal Centro Interuniversitario Università di Padova, del Piemonte Orientale, la Cattolica di Milano, la Statale di Milano e l’Insubria di Como e Varese.
Ho 16 compagni di classe, di cui 7 marocchini, un bosniaco, una ragazza rumena, un siriano e 6 “vecchi” italiani (insomma, non immigrati naturalizzati). Una classe di studiosi e attori sociali di diversi settori disciplinari, di vari schieramenti ideologici e di fedi religiose. Nella mia ci sono: un operatore della pubblica amministrazione, due ingegneri, un medico, due bancari, professionisti, filosofi, mediatrici culturali, neolaureati.

Giovani sulla carta di identità ma soprattutto di mente, con la voglia di mettersi in gioco, di svegliarsi a orari improponibili il fine setimana dopo una lunga settimana lavorativa e partire da Torino, Pesaro, Milano, Bologna, Trieste, Bolzano per soddisfare la fame di conoscenza e il grande desiderio di ritrovarsi ogni sabato intorno allo stesso tavolo.

Nulla scoraggia il gruppo, neanche il maltempo o lo sciopero dei mezzi. Sappiamo di poter contare sull’ospitalità dei docenti in caso di emergenza alloggio. Arriviamo in aula con gli occhi ancora chiusi per il sonno (io personalmente mi alzo alle 4.30 per essere in classe), ma basta l’incipit della lezione e la pausa di tè e msemmen generosamente offerta da Mouhsin per caricarsi e partecipare al dibattito che non manca mai. Credo che la lezione più divertente sia stata proprio quella sull’omosessualità. Quante risate, tra chi si imbarazzava e chi provocava!

L’intento del corso non è quello di insegnare la religione né formare imam, come certi giornalisti hanno dipinto l’iniziativa, ma semplicemente di parlare, discutere, imparare, e perché no, formare una classe intellettuale critica e dotata degli strumenti necessari per analizzare la realtà e restituire proposte alla crisi odierna.

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