«

»

A Pontedera dialoghi di popoli e culture

Nella nostra passeggiata a Pontedera, alla prima edizione del Festival Meridiani. Dialoghi di popoli e culture all’interno del Forum Percorsi di cittadinanza,  abbiamo incontrato un mondo variopinto. Una piccola realtà di circa 30mila abitanti con numerose etnie provenienti dall’Europa dell’est e dall’Africa.

Il Forum, istituito nel 2011 dall’Amministrazione comunale di Pontedera, discute e si confronta sulle politiche territoriali dell’integrazione e dell’intercultura. Un luogo di conoscenza e dialogo, che sostiene il diritto dei cittadini immigrati all’istruzione, alla salute, al lavoro e all’accesso ai servizi sociali. Promuove la conoscenza della Costituzione e della legislazione italiana. Combatte ogni forma di razzismo, di xenofobia, di discriminazione.

Il Festival ha un programma fitto di appuntamenti fino alla fine di giugno: il 7 un incontro sulle Rivoluzioni arabe e sulle nuove sfide per il Nord Africa, con la proiezione del film Volti di Tahrir, di Marco Pasquini;  il 19 si inaugura una serata marocchina; il 20 viene proiettato il film documentario di Stefano Liberti e Andrea Segre Mare chiuso; il 24 l’evento Sport in colore; il 29 lo spettacolo di danza Le ali della zebra.

A Pontedera sembra che gli immigrati si sentano a casa. Così almeno è la nostra percezione. Hanno portato qui le loro famiglie, lavorano nelle fabbriche e alcuni sono anche riusciti a comprarsi una casa in città.

“I problemi rimangono per i pochi che non vogliono sentirsi parte della comunità”, dice Faisal, papà marocchino di un bambino di 9 anni. Lui non si sente emarginato, anche perché frequenta quotidianamente i genitori dei compagni di scuola di suo figlio. “Non nego che non ci siano difficoltà – aggiunge – ma sono quelle che affrontano tutti gli italiani. I nostri ragazzi crescono insieme, non ci sono scuole differenti. E questo fa sì che le problematiche si intreccino”, conclude.

“A Pontedera i rapporti sono più semplici”, ci racconta una giovane rumena. “La più integrata è la comunità senegalese, che lavora nelle concerie e in Piaggio”. Poi confessa: “Qualche problemino ce l’ha invece la comunità marocchina, per le solite storie di piccolo spaccio. Ma sono proprio pochi rispetto alla maggioranza, che ha invece un lavoro ed è bene inserita”.

Come la pensano invece gli italiani di Pontedera? Dicono che il processo di integrazione è cominciato lento, ma comunque c’è. E questo è già un buon segno.

Info: Meridiani. Dialoghi di popoli e culture. Fino al 30 giugno a Pontedera. Tel. 0587.299.300

 

 

1 comment

  1. alessandro di franco

    Vivendo a Pontedera posso confermare che, nel tempo, l’integrazione tra popoli e culture si sta realmente realizzando. Nell’arco di un’altra generazione, presumo, sarà realizzata totalmente. Con ciò non posso che confermare quanto scritto dalla giornalista

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *