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‘Civil card’: diritto di pre-cittadinanza agli immigrati

Il 6 marzo scorso la Giunta del X Municipio di Roma ha approvato una delibera che istituisce la Civil Card, ovvero una tessera nominativa, rilasciata ai cittadini nati in Italia da genitori stranieri.

Lo scopo? Certificare il loro diritto alla pre-cittadinanza. I neo diciottenni, figli di stranieri e residenti in modo continuativo e permanente nel nostro Paese, beneficeranno poi della cittadinanza vera e propria.

LA MIA VERITÀ – I figli di cittadini immigrati, nati in Italia, sempre più spesso sono perfettamente integrati sotto il profilo socio-culturale con la comunità italiana. Ma basta la scintilla del caso India per mettere a repentaglio tutto questo?

Il processo di acquisizione della cittadinanza, tuttavia, non è automatico. Trascorrerà, comunque, un periodo di tempo in cui i diritti dell’interessato saranno sospesi. Il nostro ordinamento giuridico  non prevede a livello costituzionale dei principi standard per ottenere la cittadinanza. La legge n.91 del 1992, pur stabilendo il principio generale nello “ius sanguinis”, ovvero la trasmissione della cittadinanza per discendenza, non si pronuncia in merito al diritto di ottenimento della cittadinanza in relazione alla nascita nello Stato italiano, diritto comunque tutelato dalla Convenzione europea sulla Nazionalità.

“La decisione del X Municipio – spiega una nota diffusa dalla stessa Giunta del X Municipio – s’inserisce in una campagna per estendere i diritti di cittadinanza anche ai figli degli immigrati, come peraltro già avviene negli altri Paesi europei, una battaglia che vede in prima fila lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, oltre allo stesso ministro Riccardi e a moltissime personalità politiche e religiose, a intellettuali, esponenti dell’associazionismo cattolico e laico, dei partiti, dei sindacati”.

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