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“Ritornare. Per ricominciare”, al via la campagna per affrontare le emergenze migrazioni

Parte la campagna informativa “Ritornare. Per ricominciare presentata il 30 marzo scorso a Milano e rivolta ai migranti che vogliono lasciare l’Italia in modo ‘volontario’ e ‘consapevole’ per ritornare a vivere nel proprio Paese d’origine senza portarsi con sé il timore di aver fallito.

Lo scopo è promuovere l’informazione sul Ritorno Volontario Assistito (RVA), che garantisce ai migranti un un’assistenza, ovvero un supporto nel processo di reintegrazione e fornisce agli Stati uno strumento per la gestione dei flussi migratori, nel rispetto dei diritti e della dignità delle persone coinvolte.

Alla base del Ritorno Volontario Assistito c’è la ‘spontaneità’ della scelta del migrante ad un ‘ritorno’ e non ad un ‘rimpatrio’. L’aiuto logistico e finanziario viene infatti offerto solo a quei migranti che desiderano ‘spontaneamente’ ritornare nel proprio Paese d’origine. Gli interessati possono visitare il sito www.ritornare.eu o telefonare all’Help Desk nazionale 06.699.41477 (da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 13.30).

Potranno beneficiare del programma RVA, rinunciando al loro status e al loro permesso di soggiorno, i titolari o richiedenti di protezione internazionale, i cittadini stranieri con permesso di soggiorno per motivi umanitari o che beneficiano di forme di protezione temporanea, le vittime di tratta, i cittadini di Paesi terzi che vivono in Italia in situazione di estrema vulnerabilità e grave disagio e quelli che non soddisfano (o non soddisfano più) le condizioni di ingresso e/o soggiorno in uno Stato membro.

Ma quanto costa il RVA per ogni migrante e chi lo finanzia? Il costo unitario per ogni ritorno è di circa 7.000 euro (che equivale ad 1/5 del costo per un rimpatrio forzato) e comprende la copertura dei costi di viaggio, un pocket money, ma soprattutto l’aiuto economico per reintegrarsi, cioè per iniziare una nuova vita degna di essere vissuta: un lavoro, una casa e quant’altro. Il progetto è co-finanziato dal Fondo Europeo per i Rimpatri dell’Unione Europea (FR 2008-2013) e dal Ministero dell’Interno. Il Fondo è destinato anche ai Rimpatri Forzati.

Il RVA si attua in quattro fasi: quella che precede la partenza, nella quale vengono date al migrante le informazioni e consulenze per accompagnarlo verso una scelta consapevole; il viaggio, con prenotazione e pagamento del biglietto; l’arrivo, con la consegna di un pocket money di 400 euro, un’accoglienza nel Paese d’origine e un’eventuale sostegno economico fino a 3.000 euro per realizzare progetti personali di integrazione; e la reintegrazione, con attività di assistenza e monitoraggio.

Attuato dall’AICCRE (Associazione Italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa) in partnership con il CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati) e in collaborazione con la Fondazione Ismu e con il Comune di Milano, la campagna, con un piano di diffusione realizzato dalla Rete NIRVA (Networking Italiano per il Rimpatrio Volontario Assistito), prevede la distribuzione di un kit informativo multilingue su tutto il territorio nazionale e l’attuazione di azioni pilota in tre città italiane con un’alta concentrazione di comunità straniere: Milano, Roma e Napoli.

E’ in questi capoluoghi che si sperimenterà una modalità di contatto più diretta con i migranti. A Milano, per esempio, sono state mappate sei tra le principali comunità di stranieri presenti nel territorio milanese e saranno realizzate attività di outreach e di contatto diretto nei luoghi di aggregazione dei migranti. Verranno inoltre coinvolti anche i referenti del privato sociale, i media locali e le istituzioni (Consolati, Prefettura, Consiglio Territoriale..).

Dal 1991 l’Italia attua programmi di ritorno volontario assistito, attraverso l’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni). Da allora fino ad oggi sono 7.000 gli stranieri che hanno beneficiato del programma. Con il nuovo programma 2008-2013 si prevede di assistere il ritorno volontario di almeno 200 migranti ogni anno.

 

 

5 comments

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  1. michael asare

    i am 15 years in italy,and i have been working for the past 13 years.i am ready to go home,so i want to know if i can get my pension contribute from inps.

  2. Viviana omaña

    Ciao! Sono venezuelana e vivo a Roma. Desiderio sapere come fare per ritornare in Venezuela con i miei 2 bimbi di 5 e 8 anni. Non ho né soldi, né lavoro. Se potete darmi dei consigli o delle indicazioni, vi prego di scrivermi nella pagina dei commenti. Grazie!

  3. Alexandra Guevara

    Buongiorno sono una cittadina ecuadoriana e vivo a Udine tramite un centro di aiuto per stranieri mi hanno detto di mettermi in contatto con voi non o un lavoro mi trovo in una situazione critica con ei miei 3 figli 2 dei quali minorenni l’unica soluzione che trovo e tornare al mio paese vi prego cortesemente di farmi sapere come posso chiedere el aiuto per il ritorno volontario Grazie mille

  4. solange cristina da silva tito

    vorrei tornare in Brasile, ma non ho possibilità. Sono in italia da 22anni, como posso fare?

  5. Silvia Dogliani

    Il progetto NIRVA III si è concluso il 30 giugno 2012
    La rete sul Ritorno prosegue con il progetto “RIRVA”

    http://www.reterirva.it

    Chiamate l’ Help desk Ritorno
    tel. 049.2023830 email [email protected]
    dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 13.30

    e fateci sapere. In bocca al lupo!

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