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VERSO L’ALTRA SPONDA/ Cosa c’è e cosa manca in Italia

Dopo aver parlato del viaggio verso l’Italia di alcune donne immigrate*, ho voluto saperne di più su cosa hanno trovato qui che nel loro Paese di origine non c’è e, viceversa, cosa manca in Italia che invece nella loro terra c’è.

“Da noi c’è tutto, solo il lavoro manca e con il lavoro hai i soldi e puoi fare tutto quello che ti serve” dice M., marocchina. “Un’altra cosa che ho trovato qui è che c’è più rispetto per le scelte delle persone, noi siamo ancora un po’ indietro, siamo chiusi”. Anche H. sua connazionale, concorda: “qui ho trovato tante cose: lavoro, libertà. Qui nessuno ti guarda! Del Marocco mi manca solo la famiglia”.
S., anche lei dal Marocco, invece, pone l’accento sull’aspetto religioso e sottolinea la mancanza, nei paesi di provincia, di “una moschea, un luogo di ritrovo dove professare la nostra religione e ritrovarci”.

K., una donna venezuelana che ha visitato diverse città italiane, dopo un primo impatto con l’Italia si è chiesta “perché le persone sembrano non preoccuparsi di tenere pulito?”. “Ci sono molti edifici belli ma intorno non c’è ordine, perché?! Si deve conservare tutto per le altre generazioni. È come se fosse più importante curarsi del dentro e non si dà importanza al fuori”. Tra le cose positive “trovate” in Italia, mette ai primi posti la sicurezza e la sanità. “Il Venezuela adesso è pericoloso, ci sono i delinquenti per la strada. Qui c’è tanto sociale e l’economia sta meglio di quella del Venezuela. Poi c’è la medicina che qui funziona! Hai tutto quello che serve: dottore, ospedale e tutto il necessario per curare la tua salute!”. Certo, le manca soprattutto il calore della gente e sottolinea che anche nei confronti degli stranieri i venezuelani sono più aperti, “per esempio se chiedi un’indicazione stradale trovi chi ti aiuta, qua ti dicono ‘non so, non ho capito’ e ti lasciano alla tua sorte! Forse perché l’Italia ha ricevuto molta immigrazione e la gente ha paura che lo straniero viene a portare via il lavoro agli italiani, o che non ha rispetto. Ma non siamo tutti uguali”.

Anche se non è stato facile abituarsi, l’Italia piace a M., da El Salvador: “quando siamo arrivati qui era un altro mondo! Ho sentito il distacco dalla mia terra, la gente è diversa! Ora l’unica cosa che mi manca del mio Paese è il resto della mia famiglia. Mi piace l’Italia, anche se la gente è un po’ chiusa, ma comunque molto educata. Adesso il mio Paese è in crisi, c’è troppa delinquenza e c’è un governo che diceva di fare tante cose, ma poi non ha fatto niente. Lì la delinquenza è un problema sociale. Qui mi sento più sicura, soprattutto per mio figlio. Gli amici mi dicono di non tornare ‘a casa’, perché trovi aggressori ad ogni angolo. Sicuramente però la gente è diversa, il popolo latino americano è più caloroso. C’è sempre musica, ogni occasione è buona per fare una festa! Questo mi manca tanto”.

Per alcune di queste donne, dunque, l’Italia è un paese che funziona bene rispetto ai loro luoghi d’origine: qui hanno trovato sicurezza, assistenza sociale e sanitaria e un’economia migliore.

Impressioni discordanti o ambivalenti, invece, riguardano l’ambito sociale. Per esempio, il fatto di trascurare lo spazio pubblico oppure negli scambi e nella condivisione con gli italiani, educati ma un po’ chiusi, poco calorosi e diffidenti nei confronti dello straniero. Alcune, comunque, si sentono rispettate mentre altre, vivono questa chiusura come riservatezza e si sentono più a loro agio e libere. Un punto, questo, che offre sicuramente molti spunti di riflessione, anche per noi italiani.

*Iscritte al corso di italiano Famiglie del Mondo organizzato da Stripes

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