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Giancarlo Oliani e gli occhi tristi dei bambini dell’Ilva

Se non puoi giocare all’aperto perché l’aria è avvelenata, se ti ammali continuamente e passi più tempo in ospedale che a casa, se attorno i tuoi coetanei muoiono e la paura ti assale, cosa resta dell’infanzia? E se si ruba la spensieratezza ai bambini, che rimane di un Paese? Disillusione. Giancarlo Oliani, cronista della Gazzetta di Mantova e scrittore, ci racconta di quella disillusione che ha ancora addosso. L’ha letta negli occhi tristi dei bambini di Tamburi, il quartiere di Taranto a ridosso dell’acciaieria dell’ILVA.

LA MIA VERITÀ – Quand’anche le operazioni di bonifica attorno alle accaierie andassero in porto, chi restituirà la salute a quei bambini avvelenati? E cosa ne sarà di loro tra 20, 30 e 40 anni? Lì, dove non si può porre più rimedio, almeno si impari in futuro a dire no tutte le volte che la salute diventa merce di scambio.

Tamburi è un quartiere dove l’inquinamento da diossina e pcb è talmente elevato che i casi di tumore negli ultimi 30 anni sono quasi raddoppiati, sebbene non esistano ad oggi dati ufficiali che ricolleghino le emissioni di diossina a Taranto con i decessi. Poi ci sono le malattie respiratorie. Per il responsabile del circolo Legambiente di Taranto, Franco Lunetta, a Tamburi si calcola che un bambino fumi più di due sigarette al giorno dal momento in cui nasce.  Se è nostro dovere non dimenticare i bambini di Taranto, lo è pure impedire che essi dimentichino di esserlo.
Per questo Giancarlo Oliani non poteva trovare luogo migliore per presentare il suo ultimo libro Alla ricerca della memoria perduta, edito da La Spiga, con le illustrazioni di Stefania Colnaghi e le musice di Paolo Iotti nell’audio CD allegato. Un libro per bambini che parla agli adulti.

Perchè un libro sulla memoria?
Tutto nasce dalla mie vicende personali. Ad un certo punto mio padre ha cominciato ad avere dei problemi con la memoria ed allora mi sono chiesto cosa ne fosse di noi e dei nostri ricordi quando cominciamo a perderli.

Però cambia totalmente registro e, dopo aver pubblicato due romanzi noir, decide di scrivere una storia per bambini…
Mi è stata data questa opportunità e l’ho colta al volo. E devo ringraziare la scrittrice Annalisa Molaschi, che mi ha consigliato e sostenuto. Forse era anche inevitabile perchè i bambini rappresentano loro stessi la nostra memoria e sono quelli che la tramanderanno. Così ho pensato ad una storia che mettesse i bambini al centro e a qualcosa che fungesse da fattore aggregante. E’ nata così, a figura della maestra Giuditta, una maestra un po’ particolare che viene derubata dei  ricordi dal mostro Pandemonio. Tocca allora ai suoi piccoli alunni darsi da fare per ritrovarli e restituirglieli.

Ma perché da Mantova, dove vive, arriva a presentare il libro a Taranto?
Devo dire grazie alla Provincia di Mantova e al comitato editoriale della casa editrice La Spiga, che, assieme al Comitato Taranto Lider e a Milena Galeoto, hanno reso possibile l’incontro coi bambini del quartiere Tamburi presso la scuola elementare Egidio Giusti. E posso dire che nessun luogo sarebbe stato più adeguato. A quei bambini hanno derubato sogni e speranze. Non possono neppure giocare all’aria aperta perché l’aria è malsana. Nonostante tutto ciò, il sindaco Ippazio Stefàno, quando viene intervistato, rivendica solo i successi dei suoi 4 anni di governo, come la legge regionale sulla diossina, che ne ha permesso la riduzione da 15 nanogrammi a 0,2 (la metà dello 0,4 che ci richiede l’Europa). Ma si dimentica di spiegare che i dati si riferiscono a quattro campagne di rilevamento dell’Arpa Puglia, che coprono appena 12 giorni in un anno.

Mi pare che il sindaco faccia la stessa cosa col PM10, quando dice che ormai è sotto controllo, mentre risulta che a Tamburi si è andati oltre i 35 giorni di sforamento previsti dalla legge.
Esattamente. Poi racconta di aver pagato il mare ai bambini, ma omette di specificare che si tratta del mare alle spalle della città industriale.
E, tra le operazioni di bonifica, annovera l’intenzione di spostare gli abitanti del quartiere assieme a scuole e residenze in altre zone della città, cancellando con un colpo di spugna la storia della città stessa.

Ma attualmente c’è qualche movimento attivo nella difesa della salute dei cittadini?
Ce ne sono molti, da Taranto Lider al Comitato Donne per Taranto, ma spesso non riescono a mettersi d’accordo e le loro azioni risultano meno incisive.

Intanto è arrivato il primo risultato della maxi inchiesta che dovrà accertare se le emissioni di fumi e polveri dallo stabilimento siderurgico siano nocive alla salute umana. Il 27 gennaio è stata depositata alla cancelleria del gip di Taranto Patrizia Todisco la relazione dei periti chimici che costituisce la prima parte della maxi perizia disposta nell’ambito di un incidente probatorio. Sono confermate tutte le accuse: l’inquinamento è colpa dell’Ilva .

2 comments

  1. mauro

    rischio di essere più lungo del testo e riasumo:chi ha mai verificato e verifica la combustione rifiuti nella cementeria di barletta;i rifiuti liquidi e solidi della ex distilleria di Trani con l’acqua di falda multicolore;il tentativo di nuova discarica di rifiuti speciali con annessa nuova cementeria che vorrebbero realizzare tra Trani ed Andria a confine della maxi discarica ;;;;;;;;;;;;; sich?????????????????Ciao .

  2. Ors

    Bisogna che la battaglia contro la politica corrotta che appoggia i grandi industriali a scapito della popolazione da ogni punto di vista, sia condotta con serietà e fermezza, senza compromessi. Sta ai cittadini e alle associazioni e comitati, liberarsi dai lacci di ogni genere coi i partiti. E di quelli su citati, solo uno gruppo lo fa!! Quando sarà chiaro che non si devono accettare alleanze sporche, ambigue allora sarà l’ora della vittoria!

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