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DoveStiamoAndando? A rispecchiarci nei nostri esponenti politici: sono proprio come noi

WhereAreWeGoing
Camera1983Roma. – Hanno detto di averlo portato in Svizzera per tentare in extremis una cura sperimentale; in realtà è stato per un suicidio assistito. Lo sanno tutti ma non si deve sapere.
Racconta di essere rimasta incinta durante una vacanza con il marito, in realtà è andata in Turchia per fare la eterologa. Lo sanno tutti ma non si deve sapere.
Ho avuto fortuna con la badante di mia madre: una peruviana senza permesso di soggiorno, 400 euro al mese e via.
Cosa? Non posso parcheggiare qui?? E’ vietato??? Ma lei sa chi sono io??!!
Sì, c’ero, ma è una tale perdita di tempo andare a testimoniare; se la vedano un po’ fra loro.

Me lo rifiuterebbero senz’altro, il permesso per ristrutturare casa: devo capire a chi dare un po’ di soldi.
E senza fattura quanto mi fa di sconto?
Io non mi fido degli italiani, un po’ di soldi li tengo comunque all’estero.

Quel maledetto concorso, quanto devo pagare per risultare fra i primi venti?
Se avete concluso quel contratto è merito mio, perciò una percentuale a me è doverosa.
Per anticipare l’esame della vostra pratica? Sì, un bel regalo lo accetto volentieri …

Ipocriti, ladri, voltagabbana, falsi, corrotti, egoisti, corruttori, evasori, cafoni, litigiosi, usurpatori, manipolatori…chi? I nostri politici? Ma se sono come noi. Non tutti loro, chiaro, né tutti noi: giusto una bella maggioranza robusta. La cresta sempre, dovunque e comunque, noi e loro. Sulla spesa, sui rimborsi spese, sul bilancio, sui progetti di fattibilità, sul prezzo dei materiali, sui trasporti, sulle assicurazioni, sugli imprevisti…Le loro creste appaiono (sono) sovente clamorose solamente perché il raggio d’azione è più ampio, le opportunità sono maggiori, l’attenzione e la curiosità concentrate.

Perché li copriamo di invettive? Magari per invidia, vorremmo essere al posto loro. Magari perché siamo davvero convinti che le classi dirigenti debbano essere più efficienti oneste lungimiranti della media; il che è certamente vero in parecchi settori – professionali o commerciali o intellettuali o finanziarti o scientifici o altro – della società civile dove i vertici vengono selezionati con criteri ben diversi dal responso delle urne. Magari perché proiettiamo su loro le nostre mascalzonate, reali o programmate o sognate che siano. Magari per autoassolverci: popolo di puliti onesti e perbene angariato da un manipolo di sporchi disonesti e profittatori, però non possiamo farci nulla, dobbiamo sopportare, il-potere-è-tutto-in-mano-loro.

Ipocrisia_Ph.SD_640Di fatto, a questi personaggi rapaci e malvagissimi il potere lo abbiamo dato noi. E in quei sistemi elettorali dove (come in Italia) le preferenze personali non pesano, abbiamo comunque espresso la nostra scelta fra diverse proposte di differenti modelli di società. Basterebbe non votarli più, e quelli che si definiscono i nostri rappresentanti e lo sono a tutti gli effetti tornerebbero a fare, o a non fare, quel che facevano prima di mettersi in politica. Invece continuiamo a votarli e subito dopo riprendiamo a insultarli: o peggio ancora non votiamo proprio, il che equivale, obiettivamente, a dare loro carta bianca. “Tanto sono tutti uguali” è a questo punto obiezione classica: “Dell’Italia non frega niente a nessuno, appena arrivano al potere badano solamente ai propri interessi”. Presumibilmente vero. Come faremmo noi.

Massimo rito laico collettivo, le tornate elettorali sono officiate da tutti i componenti di una collettività con i propri valori, strutture, linguaggio, parametri, orizzonti, paure, paranoie. E inevitabilmente il risultato rispecchia (rispetta) quei medesimi valori, strutture, linguaggio, orizzonti, paure, paranoie. E’ la democrazia, bellezza (O meglio è la democrazia a suffragio universale come è diventata oggi  – in origine, la gloria di Atene esercitava il diritto di voto in modo spietatamente selettivo, in pratica escludendo il popolo)

I nostri politici cambieranno quando saremo cambiati noi.

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