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Gerusalemme: Stati uniti ma divisi

SOCIETYGerusalemme_Ph.Silvia Dogliani_640

Sembra improbabile che si raggiunga un accordo nei negoziati di pace israelo-palestinese, perché né il primo ministro israeliano Netanyahu, né Abbas sono in grado di accordare le concessioni necessarie per raggiungere la pace,  garantendo la loro sopravvivenza politica. Detto questo, il futuro di Gerusalemme potrebbe determinare il successo o il fallimento di qualsiasi accordo. Ecco perché è urgente impegnarsi in discussioni pubbliche sul futuro di Gerusalemme: israeliani e palestinesi devono essere preparati ad accettare l’inevitabile – una Gerusalemme unita, ma allo stesso tempo capitale di due Stati.

Dal punto di vista di molti israeliani, è inconcepibile assegnare qualsiasi parte di Gerusalemme alla giurisdizione di altre nazioni o organo di gestione internazionale. Questo attaccamento e l’affinità  per la Città Santa, che simboleggia da millenni il senso ebraico di riscatto, erano una potente motivazione per impadronirsi della città quando le Forze di Difesa israeliane l’hanno trovata a portata di mano alla fine  della Guerra dei Sei Giorni del 1967. La caduta di Gerusalemme è diventato un evento senza precedenti, che è venuto a simboleggiare l’assoluzione ebraica . La realizzazione di ciò che era considerato in precedenza come un sogno irraggiungibile è ora considerata l’opera dell’Onnipotente, che nessuna forza può fermare .

A causa delle convinzioni religiose legate al terzo luogo santo dell’Islam – la Moschea di Al-Aqsa e la Cupola della Roccia – i palestinesi non accetteranno alcun compromesso che non preveda che Gerusalemme diventi la capitale del loro futuro Stato. I musulmani, di tutto il mondo, credono che Maometto abbia fatto il viaggio dalla Mecca a Masjid Al-Aqsa a Gerusalemme prima di ascendere al cielo.

Slider_Gerusalemme_240x440_ph.SDIsraeliani e palestinesi stanno affrontando questioni religiose, fisiche, psicologiche, politiche, demografiche, chiedendo che diventi una città unita – ma divisa – recante la coesistenza israelo-palestinese. Né gli israeliani, né i palestinesi  possono eliminare la presenza dell’altro in città. Gerusalemme non è solo la più grande concentrazione urbana, dove israeliani e palestinesi vivono insieme, ma anche l’epicentro del conflitto tra di loro.

La realtà demografica nelle zone orientali e occidentali di Gerusalemme rende impossibile dividere la città. Se gli abitanti palestinesi sono per lo più raggruppati a Gerusalemme Est, oltre il 40% degli abitanti di Gerusalemme Est oggi sono ebrei che vivono ad est della Linea Verde, che una volta divideva la città prima della guerra del 1967.

Qual è dunque la soluzione? Eccola qui

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