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Haiti un anno dopo: abbiamo fatto abbastanza?

Ad un anno dal terribile terremoto del 12 gennaio scorso, che ha provocato ad Haiti oltre 220.000 vittime, più di 1 milione di persone – di cui 380 mila bambini – vivono ancora oggi in campi affollati. Nonostante gli aiuti e gli sforzi di ricostruzione della popolazione e della comunità internazionale siano stati enormi, il processo di recupero è solo all’inizio. La scarsa disponibilità di acqua, di servizi sanitari e scolastici, la mancanza d’igiene, le malattie e, da ultimo, l’uragano Tomas, l’esplosione di violenze seguite alle controverse elezioni del 28 novembre scorso e una devastante epidemia di colera, che ha già colpito oltre 3.300 vittime, rallentano inevitabilmente la ripresa. Nei giorni scorsi sono usciti i rapporti delle numerose organizzazioni umanitarie che sono intervenute ad Haiti in soccorso alla popolazione.

IN Logo e1289135717901 REPORTAGE 1/TRENI (A VAPORE) NEL MONDO: Bosnia Herzegovina, ultimo Paese europeo ad utilizzare la trazione a vapore LA MIA VERITÀ – Qui di seguito alcuni dati per riflettere insieme. Siamo veramente sicuri di aver fatto abbastanza? Independnews vi invita a contattare i numeri solidali (cliccando sui link di riferimento) per dare il vostro aiuto e contributo.

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La Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR) ha attivato 21 Unità di Risposta all’Emergenza (ERU) per portare soccorso immediato ad Haiti. Sono 124 le Società di Croce Rossa che hanno supportato l’operazione con personale, fondi e donazioni: 678 milioni di acqua potabile distribuiti ogni giorno; aiuti alimentari per oltre 195.000 famiglie; materiali per la costruzione di unità abitative provvisorie per oltre 172.000 famiglie; cure e assistenza per quasi 217.000 persone nelle strutture sanitarie della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

La rete Caritas ha raggiunto complessivamnte 2,3 milioni di persone con aiuti per oltre 37 milioni di euro. In risposta alla nuova emergenza colera, altre 100.000 persone di Port-au-Prince e della zona dell’Artiboite stanno beneficiando dei programmi di prevenzione ed informazione. La Caritas Italiana ha avviato 51 progetti, per oltre 9 milioni di euro, impiegati in aiuti immediati e ricostruzione, nei settori socio economico e idrico sanitario e nell’animazione, formazione ed istruzione.

ll World Food Program (Onu) sta aiutando la popolazione haitiana a superare la calamità e a costruirsi un futuro senza fame. Il programma di assistenza alimentare è rivolto ogni mese a 2 milioni di persone, nell’anno scolastico 2010-2011 fornisce un pasto al giorno nelle scuole per oltre 1 milione di bambini. Il programma protegge inoltre le madri e i loro piccoli dalla malnutrizione e sostiene la ripresa economica e i piccoli agricoltori, impiegandone oltre 140.000. Per maggiori informazioni scaricare il Fact sheet.

http://it.wfp.org/video/alimentazione-scolastica-ad-haiti-un-anno-dopo-il-terremoto


La Fondazione Francesca Rava è un’organizzazione umanitaria internazionale presente ad Haiti da oltre vent’anni con numerosi progetti in aiuto all’infanzia.
Gestisce l’ospedale pediatrico Saint Damien, l’unico dell’isola e il più grande dei Caraibi. Nonostante sia stato gravemente danneggiato dal sisma, l’ospedale è sempre stato operativo dal primo giorno dell’emergenza e ora i danni sono stati riparati. Nel nuovo reparto di maternità e neonatologia, dotato di 40 posti letto e 20 di terapia intensiva neonatale, ogni giorno nascono 15 bambini. Nel centro protesi hanno ricominciato a camminare 178 bambini. La Fondazione oltre ad essere impegnata anche nella recente emergenza colera, si occupa inoltre di adozioni a distanza, dell’assistenza ai bambini nelle tendopoli (oltre 2.000 bambini al giorno), di bambini disabili e della ricostruzione di scuole.

http://www.youtube.com/watch?v=lrUMHiAaepA

Il Sermig di Torino ha raccolto 100mila euro per finanziare un progetto dei padri Camilliani a Jeremie: un nuovo ospedale specializzato nella cura, anche chirurgica, delle lesioni cutanee gravi.
I religiosi Camilliani della Provincia Piemontese sono presenti ad Haiti dal 1995. In una delle zone più degradate della periferia di Port-au-Prince hanno realizzato e gestiscono il Centro socio-sanitario ‘Foyer Saint Camille’ rivolto agli adulti e soprattutto ai bambini.

Medici Senza Frontiere (MSF), l’organizzazione medico-umanitaria internazionale, stima di aver speso tutti i 104 milioni di euro donati dai privati cittadini per mobilitare l’intervento di risposta al terremoto e affrontare l’epidemia di colera. Dal 12 gennaio al 31 ottobre 2010, i team medici di MSF hanno curato più di 358.000 persone, effettuato più di 16.500 interventi chirurgici e fatto nascere 15.000 bambini. Dall’inizio dell’epidemia di colera, i centri per il trattamento del colera supportati da MSF hanno curato più di 91.000 persone dei 171.300 casi registrati a livello nazionale (dati aggiornati al 1 gennaio 2011).

L’Unicef presta soccorso alla popolazione di Haiti, soprattutto nei settori dell’acqua, dell’igiene, della nutrizione, protezione e istruzione dei minori. Al culmine della crisi 1,2 milioni di persone hanno ricevuto quotidianamente acqua potabile; 2 milioni di bambini sono stati vaccinati e oltre 11mila gravemente malnutriti hanno ricevuto terapie nutrizionali. Sono stati identificati e riuniti i superstiti e i molti minori rimasti orfani e sono state create opportunità di svago e socializzazione per circa 100.000 bambini e ragazzi in 369 spazi allestiti nelle aree terremotate. Attualmente l’Unicef sostiene 72 Centri per la cura del colera e contribuisce a una campagna di prevenzione.

L’Agenzia Italia Risposta Emergenza (AGIRE), che raggruppa alcune tra le più importanti ONG presenti in Italia, ha portato aiuto a circa 250 mila persone ad Haiti, con l’immediata distribuzione di cibo, acqua e beni di primaria necessità. Ha inoltre allestito rifugi temporanei per oltre 5 mila persone e offerto supporto psico-sociale a circa 25 mila bambini. Tra i numerosi interventi sono inoltre stati ricostruiti 2 orfanotrofi, 12 scuole e 4 centri sanitari.

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