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Hollande-Gayet-Trierweiler. Un Presidente in difficoltà

SOCIETY_Bistrot_Silviamedium_120516-004200_TO150512est_7980-U10175353656b2G--258x258@IlSole24Ore-WebA volte è interessante ascoltare i telegiornali francesi e confrontarli con quelli italiani. L’ho fatto nei giorni scorsi, quando è uscita la notizia sull’amore segreto del Presidente della Repubblica francese, François Hollande, con l’attrice Julie Gayet, rivelato di recente della rivista di gossip Closer.  Una notizia carica di imbarazzi, dubbi, ma anche priva di reali smentite. Una notizia che, in poco tempo, ha fatto il giro del mondo. Eppure in Francia non se n’è parlato così tanto come in Italia. In alcuni momenti sembrava quasi che i giornalisti italiani sapessero qualche cosa in più. Ad esempio quando, poche ore dopo la rivelazione, accennavano ad una rottura tra Valérie Trierweiler e il Presidente Hollande. Di ciò i media francesi non avevano trasmesso nulla.
Al Bistrot parisien, tra un caffé e un croissant, non sono mancate parole e commenti. Ma quelli che ho ascoltato e raccolto sono riflessioni pacate, pulite, senza troppi fronzoli e fantasie. A dominare la scena sono le preoccupazioni dei francesi, più che la voglia banale – e umana – di “spettegolare”.

“A me non interessa sapere se il nostro Presidente ha una storia con un’attrice e se la sua compagna è in ospedale – afferma una cliente del Bistrot. Io sono preoccupata per i nostri soldi, di noi contribuenti francesi. Perché dovrei coprire il costo di una  “Premiére Dame che sembra non aver più questo ruolo? Voglio chiarezza!”. C’è chi rimprovera Hollande per il suo discorso d’investitura, in cui prometteva un “comportamento esemplare”, chi è più solidale con lui e chi forse è un pizzico più ironico: “Povero Presidente! Il 24 gennaio dovrebbe essere ricevuto dal Papa per affrontare anche il tema spinoso dei matrimoni omosessuali. Certo, non è proprio questo il momento migliore per un incontro!”. Su Valérie Trierweiler pochi si esprimono. Anche se la donna sembra non essere nella lista dei più simpatici di Francia, preferiscono non commentare e il fatto che sia ricoverata in ospedale da giorni viene interpretato come una mossa d’astuzia per stare lontano dalla pressione mediatica. Educazione e discrezione, dunque, quando i francesi parlano del loro Presidente. Forse dovremmo diventare più silenziosi anche noi.

A differenza di molte testate italiane (e alcune francesi), di questa vicenda il quotidiano Le Monde ha scelto di approfondire la questione della sicurezza del Presidente, piuttosto che raccontare storie romanzate: perché nessuno della sua scorta sapeva che l’appartamento dove avvenivano gli incontri clandestini con Gayet era intestato all’ex condannato Michel Ferracci, sospettato di essere legato al banditismo corso e noto alla polizia giudiziaria in quanto coinvolto in un’ampia impresa di riciclaggio di denaro? Il Presidente può fidarsi delle persone che lo circondano? Forse molti giornalisti dovrebbero riflettere un po’ più a lungo prima di scrivere e distinguere meglio ciò che veramente è una notizia di “pubblico interesse” da ciò che è pura chiacchiera.

La conferenza stampa che Hollande ha tenuto all’Eliseo il 14 gennaio scorso di fronte a più di 600 giornalisti pronti a distruggerlo con domande taglienti, ha mostrato, ancora una volta, un Presidente in difficoltà, sia di fronte ad una domanda chiara – Valérie Trierweiler est-elle encore la première dame de France?” – posta da un giornalista francese, sia di fronte a quello che è il futuro incerto della Francia. Il taglio della spesa pubblica per 50 miliardi in tre anni e la riduzione delle tasse sulle imprese per stimolare il mercato del lavoro e renderlo più competitivo basteranno a far uscire la Francia dal declino culturale ed economico in cui è scivolata?  E la nuova politica migratoria che il Presidente aveva proposto alla fine del 2013, dov’è finita? L’intervento militare in Mali e nella Repubblica Centroafricana per quanto andrà avanti?

Sono ancora tante le domande per il Presidente Hollande e, certamente, non tutte su “Hollande-Gayet-Trierweiler”. Perché per “sfortuna” non sono solo questi i problemi in Francia!

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