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Islam: la caduta dei tabù

SOCIETYCorano_ jevolella_640Per cercare di far luce su alcuni temi controversi tra le religioni monoteiste e, soprattutto, per dar voce a quanti cercano dall’interno di riformare l’Islam, vogliamo proporvi alcuni articoli. Oggi, parleremo di come approcciare i testi sacri, secondo alcuni pensatori.

A tale proposito abbiamo raccolto le riflessioni di Sayyed Ahmad Qabanji, riformatore contemporaneo iracheno originario di Najaf (dove ha sede la hawza – seminario – il centro di studi religiosi in cui vengono addestrati i futuri esponenti sciiti). I suoi riferimenti sono i grandi studiosi e filosofi dell’Islam intorno all’anno Mille – come Al Tusi e Al Murtada – che fanno parte della corrente Mu’tazilita, basata sul libero arbitrio dell’uomo e della prevalenza della “ragione”.

Qabanji non è il solo ad affrontare con coraggio questi nodi teologici, basti ricordare Nasr Abu Zayd (Sunnita, Azhar Cairo), scomparso qualche anno fa, e altri ancora. Questi dotti dell’Islam hanno elaborato – e continuano a farlo – una sorta di riforma: in sintesi, il Corano è un testo sacro, ma anche un testo storico, come l’intera tradizione trasmessa fino ai giorni nostri.

L’approccio e la valutazione della loro (Corano e Sunna) autenticità deve essere fatta attraverso la ragione “al ‘aql, come raccomandava il Profeta stesso, e con la profonda coscienza umana “al wujdane, come valore aggiunto dell’evoluzione della civiltà umana rispetto al passato.

Alla luce di questa premessa, Sayyed Ahmad Qabanji, ha reinterpretato alcuni passi cruciali del Corano che hanno a che fare con il nostro tempo, segnato da conflitti ideologici e religiosi. Egli propone di svuotare i versetti dall’ideologia conflittuale e distinguere l’allegoria dal vero senso spirituale.
Invita a considerare alcuni passi del Corano del tutto allegorici, e non basati su fatti accaduti realmente. Un esempio è l’Episodio dell’Elefante (Sura 105 versetti 15), conosciuto dagli storici come leggenda che circolava nella penisola arabica preislamica.

Il tema assume valori più rilevanti quando si considerano questioni più complesse, come la crocefissione di Gesù (Sura 4 versetti 156-159.). Secondo il testo letterale del Corano, essa non è avvenuta realmente, in quanto Dio lo fece ascendere al cielo prima, gettando la sua “somiglianza” su un altro (Sura 3 versetto 55).
Il pensatore Qabanji sostiene, invec,e che la crocefissione di Gesù è avvenuta realmente ed è un fatto storico innegabile. Il vero senso dei versetti coranici è che il pensiero di Cristo rimarrà vivo nonostante la sua morte fisica sulla croce.

Un altro tema molto delicato è quello del viaggio notturno del Profeta dalla Mecca a Gerusalemme e la sua ascesa al settimo cielo (Sura 17 versetti 1-8). Qabanji si chiede: ma questa ascesa è realmente accaduta con il corpo circa 1400 anni fa? E nel caso fosse vera, perché il Profeta non ci ha rivelato che la terra è sferica? E come mai non è asceso dalla Mecca direttamente? Egli conclude che si trattava semplicemente di un sogno: un viaggio spirituale con l’anima, e non con il corpo, come i letteralisti sostengono.

Questa prospettiva aprirebbe una reale possibilità di riappacificazione tra le religioni monoteiste, risparmiando tante incomprensioni che generano odio.

“Giustizia contemporanea, cittadinanza e diritti umani” saranno i temi che approfondiremo nel prossimo articolo. Sempre aperti al dibattito, aspettiamo i vostri commenti su FocusMéditerranée e sulle nostre pagine Facebook e Twitter.

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