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KENYA/Corruzione anche al mare, dove i ‘check point’ si trasformano in ‘toll point’

Sembra un semplice check point per un controllo passaporti di routine, invece al posto dei documenti, la polizia chiede soldi. In Kenya, lungo la strada che collega Mombasa a Diani (costa meridionale), gli sguardi della gente si perdono nel vuoto. In questa striscia di terra i passanti sembrano zombi, che vagano senza meta e senza regole. I loro occhi si incollano ai finestrini delle auto che attraversano i villaggi, per recarsi al mare. Il target principale sono i turisti stranieri, i ‘ricchi bianchi’ ai quali si può sottrarre un bigliettone senza problemi

LA MIA VERITÀ – Con rabbia, anch’io sono stata costretta a pagare una tangente lungo la Likoni-Lunga Lunga Road

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Sono infatti gli stranieri ad essere presi di mira in questa zona, quando attraversano un posto di blocco. Invece di trovarsi di fronte ad un qualsiasi check point, si vedono costretti ad aprire il portafoglio per poter proseguire. I poliziotti locali sono privi di scrupoli: non si fanno intimidire neanche dalla presenza di donne o bambini all’interno dell’automobile. D’altronde, quando hanno iniziato la carriera con uno stipendio misero è stato loro promesso un incremento economico proprio grazie alla loro astuzia, e alle tangenti da essa generate.

Tutti lo sanno, ma nessuno osa dire nulla da queste parti. Chi protesta viene preso a bastonate e chiuso in una cella. A raccontarlo è Lenny (nome di fantasia), un autista che percorre quotidianamente la strada che collega Mombasa a Diani. Più di una volta Lenny è stato minacciato. “Uno dei poliziotto, che lui conosce bene, è spesso sotto l’effetto della droga o dell’alcol e diventa violento.

I posti di blocco dove la ‘tangente’ è diventata ormai una consuetudine, si trovano lungo Likoni-Lunga Lunga Road, la strada che collega Mombasa verso il confine con la Tanzania. Il giro d’affari è enorme e le persone coinvolte non sono solo gli stranieri in vacanza. In queste zone, infatti, i trafficanti di droga che entrano in Kenya dalla Tanzania viaggiano con bustarelle colme di denaro, pronti a donarle ai loro uomini di riferimento dei check point per attraversare inosservati il Paese.

“Qui gravitano oltre un milione di euro all’anno illegalmente” dice Lenny, riferendosi al posto di blocco che attraversa ogni giorno. “Tutti noi la chiamiamo ‘toll station’ invece di ‘check point’!”. Lenny calcola che gli introiti illegali degli ufficiali, cioè l’incremento del loro stipendio promesso, possano oscillare da 10.000 a 25.000 KES (90-220 euro) al giorno.

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