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La stampa dà voce ai giovani. Il progetto di “Le Monde”


“Discuter avec un marchand à Tripoli (…) me parle plus qu’un article sur les difficultés économiques et politiques du pays”, dice Daniel Barney, 25 anni, americano del Texas, studente di fotografia in Québec e di arti visuali in Svizzera. Leggo che Daniel è tra i 68 giovani scelti dal quotidiano francese Le Monde, che nei giorni scorsi ha aperto le sue pagine e il suo sito a ragazzi talentuosi con la passione per il giornalismo.

Abitano in Francia, a Lussemburgo, in Giappone, in Egitto, hanno tra 18 e 25 anni e saranno loro a dare una boccata di aria fresca al giornale. Parte da Parigi un grande esempio di apertura e confronto, in un momento delicato in cui i giovani si sentono smarriti e poco rappresentati, in cui le loro scelte lavorative sono condizionate più dalla crisi, che non dalla passione.

Tanti punti di vista che ispirano storie, reportage, nuovi approcci e modi di fare informazione. “Je voudrais raconter le nouveau métro du Caire” spiega Ytong Sheng, studentessa cinese che ha vissuto in Egitto ed è stata affascinata dal vagone femminile presente in alcuni treni locali.
Oltre gli stereotipi va invece Lazare d’Andorre, 24 anni, doppio master in business a Lille: “Vu d’ici, le Luxembourg paraît un paradis fiscal. J’ai voulu en montrer le côté obscur”.

L’idea di estendere lo sguardo anche verso gli angoli dimenticati della società arriva invece da Nina Cavielles, 22 anni, studente di Lingue e Scienze Politiche alla Sorbonne di Parigi, con un’esperienza di due anni in Spagna: “J’enregistre et je note des phrases entendues dans le métro. Je veux apporter un regard différent dans un journalisme qui laisse trop souvent de côté la province.”
Arriva poi la grinta della 21enne Camille Bordenet, studentessa di Scienze Politiche e di giornalismo a Grenoble, che lotta contro le delusioni e lo scetticismo dei suoi coetanei: “Souvent j’entends dire que ma génération est désillusionnée et amère. Je ne suis pas d’accord. Ma curiosité est intarissable“.

I 68 talenti sono stati selezionati tra migliaia di giovani candidati, diventando la “première promo” del progetto lanciato il 9 ottobre scorso “Monde Académie“, che si concluderà il 13 giugno 2013.
Andiamo dunque a leggere i loro articoli (per altro pagati tanto quanto quelli dei collaboratori abituali di Le Monde), e impariamo ad ascoltare anche la loro voce, i loro bisogni, il nostro futuro.

1 comment

  1. Sugel

    “L’Ue premio Nobel per la pace?”, si domanda la Süddeutsche Zeitung : “Questo ammasso di stati più o meno in bancarotta e in conflitto tra loro, il cui progetto più ambizioso, l’unione monetaria, sta per crollare? È una scelta sorprendente da parte del comitato norvegese, che deve tenere conto del fatto che le sue decisioni devono essere valutate sul lungo periodo”.

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