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Rapporto Goldstone, un’inchiesta da riconsiderare

Il 1° aprile 2011 Richard Goldstone ha ritrattato le sue affermazioni secondo le quali Israele avrebbe deliberatamente preso di mira le popolazioni civili durante l’operazione Piompo Fuso, scrivendo una lettera al Washington Post, in cui attesta con rammarico: “Se avessi saputo allora quello che so adesso, il Rapporto Goldstone sarebbe stato un documento diverso”. In origine il documento accusava di crimini di guerra e possibili crimini contro l’umanità sia Hamas, sia Israele.

Il 3 aprile 2009, il magistrato sudafricano Richard Goldstone venne nominato capo della commissione d’indagine sulle violazioni dei diritti umani internazionali e del diritto internazionale umanitario legate alla Guerra di Gaza, commissione istituita dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite con la Risoluzione S-9/1.

All’epoca dell’istituzione della commissione d’indagine, Mary Robinson, ex Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, aveva intuito i limiti di tale inchiesta, rifiutando la nomina a capo della commissione. Scrisse infatti: “Ho paura che la relazione non sia bilanciata, perché si basa su quello che ha fatto Israele senza chiamare in causa un’indagine sul lancio di razzi di Hamas. Questa è, per sfortuna, una pratica tipica del Consiglio: adottare risoluzioni guidate non dai diritti umani, ma dalla politica. Questo è deplorevole”. (Le Temps, 4 Febbraio 2009).

Forse alla luce della rivoluzione nel mondo arabo e della posizione dell’ONU, Richard Goldstone oggi critica anche i pregiudizi anti-Israele del Consiglio dei Diritti Umani, dicendo che aveva sperato che la relazione potesse “iniziare una nuova era di imparzialità al Consiglio dei Diritti Umani, la cui storia del pregiudizio contro Israele non può essere messa in dubbio”.

“La nostra principale raccomandazione è stata per ciascuna parte (IDF e Hamas) d’investigare, in modo trasparente e in buona fede, gli incidenti indagati nel nostro rapporto. McGowan Davis (ex giudice di New York) ha scoperto che Israele ha fatto questo in misura significativa, Hamas non ha fatto nulla. Alcuni hanno suggerito che era assurdo aspettarsi che Hamas, un’organizzazione che ha come politica la distruzione dello Stato di Israele, potesse indagare sul proprio operato per stabilire se ci fossero stati gravi crimini di guerra. Era la mia speranza, anche se poco realistica. Come minimo, speravo che a fronte di una constatazione evidente che i suoi membri stavano commettendo gravi crimini di guerra, Hamas limitasse i suoi attacchi nel futuro. Purtroppo, non è stato così. Centinaia di altri razzi e colpi di mortaio sono stati diretti contro obiettivi civili nel sud di Israele. Che relativamente pochi israeliani siano stati uccisi dai razzi illegali e colpi di mortaio da Gaza non riduce in alcun modo la criminalità di tali atti. Il Consiglio ONU dei Diritti Umani dovrebbe condannare questi atti odiosi nei termini più forti. Nello stesso modo, dovrebbe condannare anche il recente massacro ingiustificabile e a sangue freddo di una coppia di giovani israeliani e tre dei loro piccoli bambini.

Ha infine aggiunto: “Solo se tutte le parti di conflitti armati sono tenuti a questi standard saremo in grado di proteggere i civili che, non per scelta propria, sono coinvolti in guerra”.

Immediata la reazione del governo Netanyahu, che ha chiesto all’Onu di cestinare il Rapporto. Di fronte alle risposte del portavoce Farhan Haq, che rimanda agli Stati membri la scelta di riconsiderare o meno il documento, anche il presidente israeliano Shimon Peres – in visita a Washington – interviene, chiedendo le scuse di Goldstone per le accuse mosse.

3 comments

  1. Paolo

    È ora che qualcuno ne parli…

  2. Antonino Salerno

    Ma come si fa a credere che un magistrato con l’esperienza di Goldstone ritratti spontaneamente il suo dettagliatissimo rapporto sui crimini commessi durante l’operazione Piombo fuso? Sulla base di quali nuove rivelazioni? L’episodio della famiglia allargata al-Samouni, citato nell’articolo del Washington Post, è solo uno dei tantissimi episodi di cui il Rapporto si occupa.
    L’unica novità sarebbero dunque le dichiarazioni rilasciate dal governo israeliano in merito all’uccisione di 29 membri della famiglia al-Samouni. Insomma, il presunto colpevole, Israele, dichiara essersi trattato di uno sbaglio e Goldstone ritratta, con tante scuse. Ma come la mettiamo con le altre vittime civili? Dai dati forniti dall’associazione israeliana B’Tselem, risulta che solo un quinto delle 1400 vittime fossero combattenti. Come la mettiamo con gli altri 1100 civili uccisi, donne e bambini inclusi, con gli attacchi ai compound dell’ONU, agli ospedali, con la distruzione delle infrastrutture civili, delle industrie, degli acquedotti, delle abitazioni, con le uccisioni del personale della Mezzaluna rossa, di cui il rapporto si è occupato?
    Qualcuno si è preso la briga di leggersi il rapporto? Si è chiesto perché Israele ha impedito ai giornalisti l’accesso a Gaza durante le operazioni?
    Si è chiesto perché Israele si è rifiutato di collaborare con la Missione presieduta da Goldstone? E come si giustificano le versioni contrastanti su alcuni episodi, fornite dalle autorità israeliane? E il silenzio in merito a molti altri incidenti? Macché, queste sono domande da antisemita. Non vanno poste. Piuttosto bisogna chiedersi come mai i palestinesi hanno continuato a lanciare gli artigianali razzi Qassam, criminali, che hanno fatto 4 vittime israeliane, mentre Israele li bombardava con le sofisticate armi statunitensi e francesi, quindi democratiche.

  3. ANGELO SOLIANI

    BISOGNEREBBE CHIDERSI PERCHè LA FAMIGLIA AL SAMOUNI(29 PERSONE) STESSE SUL TETTO DI QUELLA CASA DOPO ESSERE STATA AVVISATA CHE STAVANO SU UNA SANTA BARBARA ECHE AD UNA DATA ORA SAREBBE STATA BOMBARDATA.IL DRONE PASSATO SOPRA AVEVA FOTOGRAFATO UNA CASA VUOTA,ED IL DRONE NON SBAGLIA,10 MINUTU DOPO I SAMOUNI STAVANO DI NUOVO U QUELLA SANTABARBARA.

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