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Social Housing per combattere le speculazioni


 
Finalmente approda in Italia il Social Housing, tema di grande attualità per l’edilizia e l’arredo e, soprattutto, risposta concreta all’accentuarsi del fabbisogno abitativo in emergenza per la crisi. Se ne parla a Milano, dal 5 all’8 ottobre, all’interno di Social Home Design, mostra espositiva organizzata da My Exhibition presso il polo fieristico Rho-Pero.

LA MIA VERITÀ ­- Social Housing: nuova frontiera dell’abitare o ennesima operazione di marketing ben riuscita?

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“Il Social Housing è un modo per sostenere e integrare le proposte pubbliche e per rispondere a quella fascia di popolazione che non riesce ad accedere al mercato, ma non è così povera per poter accedere all’edilizia popolare”, spiega Angela Airoldi, responsabile Area Economia Urbana e Immobiliare dell’Università Bocconi di Milano.

La politica del Social Housing prende dunque in considerazione le esigenze di una società che assiste, sempre più, alla crescita della cosiddetta “generazione mille euro”, ovvero quegli oltre 7 milioni di giovani italiani di età compresa tra i 18 e i 34 anni. Giovani considerati categoria solvibile, ma non capiente, che necessitano di forme nuove che permettano loro di crescere, comprare casa e dare vita al proprio nucleo familiare.

I costi impossibili offerti oggi dal mercato immobiliare non consentono questo progresso. In media, il costo odierno di un monolocale periferico ammonta a 6-7mila euro annui per l’affitto e oscilla da 270mila fino a 320mila euro per l’acquisto. Il problema è evidente e i numeri indicati ne sono la riprova.

Un’intera generazione, a discapito della propria crescita, non ha la possibilità materiale di affrontare l’aumento indiscriminato del valore degli immobili registrato negli ultimi anni. E’ dunque necessario che il tema esca dai confini del puro ambito economico e venga considerato da un altro punto di vista: quello sociale.

Obiettivo del Social Housing è assumere questo punto di vista e combattere il problema attraverso un miglioramento della qualità delle unità abitative contro la sfrenata costruzione di nuovi immobili. I mezzi ideali sui quali puntare sono la sostenibilità, l’edilizia green e il risparmio energetico, unici strumenti in grado di arginare ulteriori speculazioni.

L’housing sociale sembra dunque trasformarsi in necessità se non, addirittura, in unica via di uscita da un mercato immobiliare che sta condannando la società ad una pericolosa involuzione.

 

 

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