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Sviluppo della microfinanza nei Paesi arabi

SOCIETYArtigiani_Ph.Silvia Dogliani_640

La debolezza di inclusione finanziaria nei Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa (MENA) impedisce a un gran numero di persone l’accesso ai servizi finanziari di qualsiasi tipo. Questo è particolarmente vero per alcuni gruppi, tra cui donne e giovani.

Microfinanza – vale a dire l’accesso a una serie di servizi finanziari di qualità ( risparmio, credito, assicurazione e dispositivi di trasferimento fondi ) – è di vitale importanza per le famiglie a basso reddito che hanno bisogno di gestire il loro denaro per affrontare il quotidiano – ed eventuali crisi finanziarie -, anticipare i rischi e investire in attività produttive.

Secondo i dati forniti dalla Findex, la regione ha la più bassa percentuale al mondo di adulti con un conto bancario ufficiale ( 18 % ) e di poveri che hanno accesso ai servizi finanziari formali ( 9 % ) .

Solo il 13% delle donne ha un conto in un istituto finanziario riconosciuto (contro il 23% per gli uomini) . E solo il 2 % dei giovani adulti (15-24 anni ) lo ha avuto nel 2011, contro il 9,4 % per l’Africa sub- sahariana .

Come evidenziato in un rapporto della Banca mondiale sul settore finanziario della regione MENA, la microfinanza è ancora ai primordi. Il microcredito rappresenta solo lo 0,2% del prodotto interno lordo (PIL) regionale . I prestiti da parte degli operatori di microfinanza riguardano solo 1,8 % della popolazione adulta, meno della metà rispetto all’Asia meridionale e all’America Latina e ai Caraibi. Anche in Marocco il microcredito a malapena supera l’1% delle attività bancarie totali – contro il 7 % in America Latina e nei Caraibi e il 5 % in Africa sub-sahariana.

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