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Tunisia. Un Paese da scoprire

SOCIETYTunisia2 Ph. Valentina StellaVigneti, uliveti, rovine di città romane, cime di montagne perse tra le nuvole….Italia? Francia? No: Tunisia. Quando si parte per un viaggio si ha la presunzione di aspettarsi qualcosa. Errore: quando si parte per un viaggio bisogna farsi sorprendere. E’ quello che è successo a me nei pochi setti giorni trascorsi in Africa.

Base della vacanza, più che viaggio, Hammamet. Non solo la città dove riposa Bettino Craxi – al di là del giudizio politico, appare desolata la sua tomba in un cimitero cattolico di poche lapidi, alle spalle della vecchia Medina – ma anche quella che con il quartiere di Yasmine Hammamet ha tentato di modernizzarsi: i grandi hotel sopravvivono ancora accogliendo soprattutto  turisti russi e dell’est Europa, mentre i casinò chiudono, indirizzando i turisti alla nuova medina, copia novecentesca della vecchia. Lungo il percorso i commercianti ti invitano – anche, a dire il vero, in modo fastidioso ed invadente  – a visitare i loro negozietti. Il tasso di arretratezza – sembra di essere nella Sicilia degli anni ‘20 – giustifica il loro desiderio di svendere le merci.

Suq. Tunisia. Ph. Valentina StellaTunisi. Ph. Valentina StellaMentre si prosegue per la vecchia città, ai lati della strada poca gente, deserto umano: siamo negli ultimi giorni di Ramadan. I negozi sono chiusi, le persone rintanate nelle loro abitazioni. Proprio le case sono lo specchio del Paese: non dal punto di vista architettonico, ma di quello sociale: ci spiega la guida che per il 70% dei tunisini è fondamentale essere proprietario di una abitazione. Iniziano a costruire, poi però non hanno più i soldi per completare i lavori, le banche non concedono prestiti, e allora si accontentano dei primi piani. Rimangono scheletri di case che verranno.

Ma la Tunisia non è solo mare. E’ anche vegetazione lussureggiante – la colonizzazione francese ha lasciato ampi campi di vigneti –  nella zona che ti accompagna a Tunisi, la vecchia Cartagine: il tempo e i vari conquistatori hanno distrutto grande parte dell’antica città, ma è comunque interessante girare per i ruderi e visitare il museo. Da non perdere la vecchia medina della capitale: con i suq di profumi, di pelli, di spezie, dove qualche tunisino, cercando di fare il simpatico, per proporti i suoi prodotti ti chiama ad alta voce dicendo ‘Italia Mafia’.

sidivillaggio berbero, Tunisia. Ph. Valentina StellaScorci greci, paradossalmente, si possono immortalare nel Villaggio degli artisti, patrimonio Unesco, a Sidi Bou Said, pochi chilometri da Tunisi, con le sue case bianche e celesti. Ma l’aspetto forse più sorprendente è la visita ai villaggi berberi: popolo nomade che vive in piccole case, scavate nella roccia, senza acqua corrente, senza luce, senza gas, raggiungibili solo con le jeep. Qui George Lucas decise di girare alcune scene di Guerre stellari per l’aspetto arido e desertico dei luoghi. Un tuffo nel passato, dove la civiltà è tenuta volontariamente fuori.

E poi ci sono loro, i tunisini: un popolo non ancora abituato a ricevere il turista, un popolo diviso in due: la classe dei super ricchi e la classe in cui lo stipendio non arriva a 100 euro al mese. Si lamentano che i mass media ingigantiscono la situazione politica nel Paese spaventando i turisti: sostengono che è tutto tranquillo, ma attendono con trepidazione le nuove elezioni.

Di certo il Governo di oggi non conferisce al Paese quello spirito laico riformista che servirebbe a risollevarlo. Ma sta a loro decidere!

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