«

»

WhereAreWeGoing? A leggere il nostro tempo attraverso la pubblicità

Mauro Ferraresi, sociologo
“La pubblicità segue, amplifica e sottolinea cambiamenti già in atto; non anticipa l’evoluzione sociale, al contrario si nutre dello spirito del tempo”, dice il sociologo Mauro Ferraresi, docente di Sociologia dei consumi allo Iulm di Milano e di Analisi dei testi alla Faculté de traduction et d’interprétation di Ginevra, nonché autore di numerosi saggi.

Finora, consenso crescente hanno registrato temi quali l’ecologia (Un’azienda petrolifera propose uno spot con una barca a vela che veleggiava sulle strade italiane), la libertà di scelte sessuo-affettive (Con lo slogan “noi siano aperti a tutti” sotto la figura di due uomini che si tenevano per mano, un ipermercato ricordava di essere agibile anche di domenica), le famiglie multietniche (seduti a tavola per colazione ci sono padre madre e bambino certamente europei, la sorellina ha marcati tratti orientali), le unioni miste (certi biscotti piacciono tanto a un papà nero e ai suoi due stupendi figlioletti mulatti, la madre non si vede ma è certamente bianca), e poche altre questioni egualmente significative dell’aria del nostro tempo.

Finora.

E’ finita, professore?
“Vista la situazione internazionale, sembra che i valori tradizionali stiano tornando in auge e che altri, liberi e a volte provocatori, stiano sul punto di flettere. Se ci sarà un cambiamento forte nello stile di vita, la pubblicità lo riprenderà e rifletterà, ne sarà testimone”

Dovremo/dovranno ricominciare daccapo?
“Non necessariamente. Da sempre le società occidentali alternano spinte verso l’innovazione e momenti di ripiegamento. Ma i cambiamenti compiuti sedimentano comunque, qualche segno del nostro oggi rimarrebbe anche se si dovesse tornare indietro. Direi che la società è come un treno che corre non su un cerchio di rotaie perfette bensì su una spirale: torna sul medesimo punto, ma da un’altezza diversa”

Questo, dal punto di vista dei contenuti; poi c’è l’aspetto formale-tecnico.
“Sotto questo aspetto non sono pensabili ripiegamenti. La pubblicità cambia di continuo, sostanzialmente di pari passo con l’evolversi della tecnologia. La rivoluzione digitale e l’avvento dei nuovi media hanno indotto a modalità comunicative nuove, tali da confarsi alle caratteristiche di web e social e app. Grandi aziende che fino a non molti anni fa spendevano ingenti somme per reclamizzare i loro prodotti, oggi producono sovente dei filmati realizzati dagli spettatori, o anche propongono quattro o cinque finali diversi chiedendo di scegliere.
Poi ci sono le cosiddette pubblicità non convenzionali, molto apprezzate soprattutto perché capaci di rompere la soluzione di continuità con la vita quotidiana (l’ormai famoso flash mob della danza collettiva sull’Inno alla gioia; l’incidente tra una smart e un sottomarino che emerge nel centro di Milano; alcune poltrone di aereo di fianco alle panchine del Central Park di New York, con le hostess che appena ti ci siedi compaiono per offrire da bere)”

La parte di pubblico da coinvolgere?
“Dai 25 ai 50 anni, la fascia di età che produce oltre il 50% dei consumi e il cui stile di vita è strettamente collegato alla tecnologia”

Però è più probabile avere soldi a 60 anni che a 30; incontri pochi giovani, per dire, nei grandi hotel o nelle celebri stazioni di villeggiatura
“E’ vero, ma i giovani intanto hanno davanti a sé una vita molto più lunga e poi consumano anche molto di più quanto a tempo libero, vestiti, vacanze, tutto. Non soltanto: è ormai provato che le politiche tendenti ad arricchire ulteriormente persone già molto ricche non hanno ricadute positive sul contesto sociale, perché quando hai raggiunto la proprietà di un certo numero, che so, di automobili costose, di ville, di gioielli, in definitiva di tutto ciò che puoi desiderare, non consumi più. Gli straricchi sono pochi ovunque, non potranno mai consumare tanto quanto le centinaia di milioni e milioni di appartenenti alla classe media”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *