DoveStiamoAndando? A farci curare dai medici di base


Come saremo: informatizzati per guarire
Obiettivamente crudele, il modo con cui il covid-19 ha ammonito l’Italia sull’importanza del Servizio Sanitario Nazionale e dei medici di famiglia. Morti oltre 100mila, 300 medici, 80 infermieri, 25 farmacisti (dati a inizio marzo 2021). Un numero indefinito di lesioni fisiche e (o neurologiche più o meno permanenti). Devastati da decenni di tagli, incuria, clientelismo e malaffare, gli ospedali hanno retto all’emergenza – quando ci sono riusciti – solo ed esclusivamente grazie alla dedizione del personale sanitario.

Monica Cecconi

ROMA – “Ancora non sappiamo quando finirà la pandemia, né a maggior ragione quanto dureranno i postumi a livello fisico, neurologico, psichico, in chi è guarito”, dice Monica Cecconi, medico di base per scelta (nel suo cv compaiono specializzazioni anche in Medicina estetica e odontoiatria). “Da un lato constatiamo che generalmente si aggravano i malati cronici (tiroidei, ipertesi, diabetici…) e aumentano i tempi di ricupero per chi soffre di patologie cardiologiche e polmonari, o di allergie. Dall’altro lato assistiamo alla comparsa di sintomi neurologici quali improvvisa perdita di diottrie, pruriti, mal di testa resistente alla maggior parte dei farmaci, la cosiddetta “nebbia nel cervello”, che comporta amnesie ricorrenti, difficoltà a concentrarsi, stanchezza cronica, insonnia. Tutti sintomi che possono durare anche alcuni mesi, per poi regredire”.

Dovremo continuare per molto a portare la mascherina?
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Cairo Milano Design: al via una nuova piattaforma digitale

L’Egitto, presente al Salone del Mobile di Milano nel 2010. Ph. Silvia Dogliani

La creatività unisce l’Italia all’Egitto in un nuovo progetto digitale. Si chiama “Cairo Milano Design” ed è la giovane testata online che farà parte del sito Fuorisalone.it e sarà consultabile a partire dal prossimo 15 aprile.

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DoveStiamoAndando? A inventare linguaggi online

Come saremo: Il distanziamento ha stimolato una nuova sensibilità estetica, le limitazioni hanno sferzato la creatività; e Internet si conferma definitivamente in grado di colmare distanze siderali non soltanto geografiche 

Ph. Angelo Redaelli ©

CATANIA – “Il confinamento ha cambiato gli spazi della musica a livello sia architettonico sia di fruizione: stanno emergendo altri modi possibili di percepire, fruire, comporre. Alcuni già pensano le loro opere in modo differente dal punto di vista scenico, ad esempio con le sezioni orchestrali disposte in altra maniera”, dice Angelo Sturiale, artista visivo e musicista, cosmopolita per vocazione e realtà di vita. Lauree in Lettere Moderne e Pianoforte, compositore invitato e artista-in-residenza a nord sud est ovest (Europa, Giappone, New York…), ricerche teoriche e opere musicali sostenute da alcune fra le più prestigiose istituzioni internazionali, Angelo ha insegnato per cinque anni discipline teorico-musicali all’istituto Tecnologico di Studi Superiori di Monterrey. Rientrato a Catania, ha attraversato la pandemia con la curiosità vorace con la quale vive. Leggi ora »

DoveStiamoAndando? A cercare giustizia

Come saremo: informatizzati, indebitati e cavernicoli

Il cervello superiore percorre le strade del mondo con Internet, l’intermedio nutre e smista emozioni, quello rettile ti fa uccidere una donna perché non vuole più stare con te. Sarà sulle montagne russe, la realtà sociale e legale del dopo-covid

Ph. Silvia Dogliani

CASALE MONFERRATO – Il dover rimanere parecchie ore fuori casa per lavoro è, per molte donne, anche una strategia di difesa: durante il confinamento abbiamo constatato quanto siano aumentate le violenze. E adesso? Il 98% dei disoccupati causa covid sono donne, riflette Gianluca Scagliotti, avvocato civilista e penalista, esperto di patologie d’impresa e management.

Da più parti si invocano inasprimento e certezza delle pene
Penso servirebbe a ben poco. C’è alla base un meccanismo ancestrale, L’idea dell’autodeterminazione delle femmina scatena nel maschio primitivo un parossismo di violenze, che a volte culmina nel suicidio.

Una soluzione dovrà pure esserci
Sarà di tipo culturale, non legale. Se e finché i ragazzi continueranno a pensare che le ragazze non abbiano esattamente i medesimi diritti di libertà, la migliore delle leggi repressiva o preventiva sarà inutile. Bisogna cambiare la mentalità, cominciando con l’educazione. Dovrà passare almeno qualche secolo, temo.

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