Il palcoscenico in tempi di Covid-19

Come si muoveranno gli artisti sul palcoscenico di un teatro immaginario in tempi di Covid-19? Il distanziamento sociale sarà parte del mondo dello spettacolo di domani?
Ogni settimana verrà pubblicata una fotografia di Angelo Redaelli dedicata alla cultura. Sta a voi interpretarla e commentarla.

Gli attori in tempi di Covid-19

Soffocati dalle regole di un’emergenza sanitaria imprevedibile, privati dell’ossigeno che alimenta la loro creatività, gli attori di teatro si nascondono dietro finti sorrisi pensando ad un futuro, il loro, senza prospettive.
Luci e ombre di un teatro immaginario in tempi di Covid-19. Ogni settimana verrà pubblicata una fotografia di Angelo Redaelli dedicata alla cultura. Sta a voi interpretarla e commentarla.

Maschere(ine) in tempi di Covid-19

Sorrisi, trucchi, umori e difetti si nascondo dietro una maschera, oggi FFP2, mascherine filtranti per la protezione delle vie respiratorie.
Luci e ombre di un teatro immaginario in tempi di Covid-19. Ogni settimana verrà pubblicata una fotografia di Angelo Redaelli dedicata alla cultura. Sta a voi interpretarla e commentarla

DoveStiamoAndando? A cercare le pandemie nel passato

La peste di Firenze nel 1348 descritta da Boccaccio (L. Sabatelli). © Wikipedia Commons

ROMA – Nel post Covid-19 emergono anche elementi nuovi. “Questa pandemia“, riflette Alessandro Barbero, Ordinario di Storia medievale presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, “ci ha messo di fronte a problemi globali e contemporaneamente alla nostra incapacità di individuare soluzioni globali; urge trovare la dimensione della solidarietà mondiale: la troveremo, non c’è scelta. In più, durante l’emergenza ci siamo impratichiti nell’uso di tecnologie (quali smart working e telelavoro) che potranno esserci molto utili in futuro, di fianco alle classiche forme di studio e di lavoro. Infine, sui circa 8 miliardi di persone che attualmente vivono sul pianeta, ne sono morte (almeno finora) poco più di 500mila: niente di paragonabile alle stragi del passato, che lasciavano vuoti demografici enormi (ad esempio, dopo la cd Peste Antonina, la carenza di manodopera impose di accogliere un buon numero di ‘barbari’, cioè di immigrati)”.

Leggi ora »

Older posts «