Archivio Categoria: Photos

Photographs and visions of the Mediterranean. | Immagini fotografiche e visioni del Mediterraneo.

Apatridas, gli Invisibili in mostra a Madrid

Non è una semplice mostra fotografica dove poter ammirare belle immagini con occhio critico, “Apatridas. El laberinto de los invisibles” (Apolidi, il labirinto degli invisibili)” è un’esposizione dove si può sperimentare la sensazione di invisibilità e di disagio di oltre 10 milioni di uomini, donne e bambini che vagano nel mondo privati della loro identità .

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Singapore Affordable Art Fair, l’arte a prezzi accessibili

Dal 16 al 18 novembre si apre a Singapore Affordable Art Fair. Lo dice il nome stesso: una fiera dell’arte a prezzi accessibili, un luogo dove artisti di tutto il mondo – anche meno conosciuti – espongono le loro opere.

Abbiamo attraversato i due percorsi del F1 Pit Building, l’edificio su più livelli conosciuto per ospitare ogni anno la Formula1 e altri eventi importanti.

Da nord, sud, est e ovest, oltre 40 gallerie d’arte hanno portato nella Città del Leone la creatività di numerosi artisti.

Le donne di P. Gnana, pittore e scultore di Singapore nonché rappresentante di se stesso attraverso Gnani Arts, non passano inosservate. Friendship è il titolo di questo ritratto a olio su tela 190×190 in vendita a 15.000 SGD. Sono due amiche sedute in un caffè con gli occhi completamente chiusi. Senza poter guardare chiedono di essere guardate, un gioco astuto e allo stesso tempo ambiguo.

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Ottobre culturale: fotografia, giornalismo e amore

Si prospetta un ottobre ricco di appuntamenti culturali. Ne abbiamo selezionati tre.

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DoveStiamoAndando? A ricuperare la fotografia come testimonianza

Emanuele Satolli

ISTANBUL – Fotogiornalista di punta per testate fra le più prestigioseTime,The Washington Post, Bloomberg Businessweek, CNN, Corriere della Sera, La Repubblica, InternazionaleEmanuele Satolli ritiene che “soltanto un linguaggio nuovo, capace di umanizzare il dolore degli altri, potrà contrastare il processo di assuefazioni alle visioni violente”. Un’intuizione verificata nel 2015 in Centro America, lavorando a un servizio sui migranti verso gli Stati Uniti: “Chiesi loro di aprire gli zaini e di permettermi di fotografarne il contenuto. Cosa si erano portati con sé? Chi scappa, lascia una vita e una casa normale, come le nostre. Noi immaginiamo persone e contesti diversi, lontani, ma non è vero: fuggono delle persone come noi…in medesimi frangenti faremmo esattamente quel che loro fanno”.

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