«

»

DoveStiamoAndando? A scoprire i lati comuni tra il Mediterraneo e il Pakistan

Ph. Silvia Dogliani

ROMA – L’islam considera l’uccisione di un proprio congiunto un crimine particolarmente odioso, meritevole dell’inferno nonché gravemente infamante dell’onorabilità del gruppo di appartenenza di chi lo commette.

Nei fatti però il delitto cd “di onore” (in Italia abolito nel 1981) nelle sue varie forme sopravvive impavidamente nella fascia dal Mediterraneo al Vicino e Medio Oriente, dice Claudio Lo Jacono, arabista e islamista, presidente dell’istituto per l’Oriente di Roma, già professore ordinario a “l’Orientale” di Napoli.

Dalle campagne dell’Emilia dove tanto tempo fa erano immigrati, sono nella primavera scorsa fuggiti nel natio Pakistan i genitori accusati di avere ucciso la figlia Saman per “riscattare la famiglia dal disonore” del rifiuto della giovane a un matrimonio combinato.
Sono forse stati messi a disposizione della nostra magistratura, competente per un reato perpetrato qui?
No, di fronte ai delitti cd di onore, parecchi Stati preferiscono, appena possibile, non intervenire per evitare reazioni imprevedibili e pericolose da parte di società bigotte, per lo più sobillate dai religiosi.

Ph. Maxim Hopman-Unsplash

Il matrimonio combinato, in Occidente, viene spesso concettualmente associato alla pedofilia
“A Medina, 14 secoli fa, Maometto sposò Aisha, di 10 anni, secondo il costume vigente aspettando il primo menarca prima di consumare il matrimonio. In Palestina, nel primo secolo del nostro calendario, i rabbini fissavano in 12 anni e 6 mesi l’età legittima per celebrare un matrimonio tra una donna pubere e un uomo di non meno di 13 anni. (Maria, quando mise al mondo Gesù, aveva 12 o 13 anni). All’interno della comunità ebraica, nella Palestina ottomana, queste regole vigevano ancora all’inizio del XX secolo. Ricordiamo che il matrimonio cristiano seguiva normative molto simili.

Aisha è uno dei personaggi più positivi del Corano. Cantava, era una forza della natura, Maometto adorava la sua gioia di vivere, la lasciava liberamente esprimere. Anche lei amava molto il marito, che sarebbe morto nella sua stanza, fra le sue braccia. Era un esempio di donna libera (ma le donne libere e imprenditrici furono più di una nella famiglia di origine, o in quelle acquisite, di Maometto).

Ph. Silvia Dogliani

Nel tempo, l’evoluzione della ricerca scientifica impose altri requisiti di età per poter contrarre matrimonio. Ma, in questo come in altri settori, la cultura islamica si è indissolubilmente voluta legare al dettato coranico di quasi un millennio fa: da lì derivano tutti i suoi problemi di arcaicità e di difficoltà ad armonizzarsi con tempi che mutano continuamente; da lì prende linfa l’intolleranza che ha contagiato anche il Pakistan. Il peso politico della religione rimane fortissimo qui come in altri Paesi che formalmente si definiscono laici, per molti versi lo sono (per esempio l’Egitto), e che si dichiarano ufficialmente ostili all’integralismo. Per questo sono molto apprezzati in Occidente”.

Filo occidentali all’esterno e repressori all’interno
“Sono sempre scisse e ipocrite le società amministrate dalla religione – da qualsiasi religione. Non vedo peraltro differenze sostanziali fra certi theo-cons statunitensi con doppia famiglia e doppia vita eppure assidui in chiesa, e certe doppie vite matrimoniali mantenute, con molta discrezione, nel mondo islamico. Ovunque, il richiamo ai valori della religione e della tradizione costituisce la norma: applicarli nelle propria vita però è tutt’altra cosa!”.

In Pakistan c’è anche una importante tradizione sufi
“Certamente, con lunga storia e grande seguito popolare. Secondo me il sufismo – del quale gli ortodossi sovente diffidano, per il suo rifiuto ad accettare supinamente certi aspetti formali – ha successo specialmente nelle società amministrate con rigida severità, perché consente di sfuggire al condizionamento dei religiosi e “rifugiarsi” direttamente in Dio (condizione tipica di ogni misticismo)”.

Lascia un commento