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Counter-territories: dalla Libia per ri-disegnare l’invisibile

Cairo, Egypt. Ph. Silvia Dogliani

Guerre, epidemie, disastri naturali continuano a minacciare il nostro territorio. Finora, l’uomo ha saputo trovare delle soluzioni (positive o negative) e riadattarsi all’ambiente che lo circonda attraverso nuovi modelli di sopravvivenza. Il ruolo di un architetto – che oggi è artista, analista sociale e antropologo allo stesso tempo – in uno spazio mutevole con confini geografici e civili in continuo cambiamento diventa cruciale.

Dalla Libia viene lanciata una competizione internazionale per chiedere agli artisti del mondo intero di ri-disegnare gli spazi urbani facendo attenzione a tutto, anche ai fenomeni “invisibili”.

Comprendere criticamente l’attuale situazione urbanistica e geografica delle nostre città e dei nostri territori, concentrandosi sui loro contesti sociali e culturali, è il focus di questo nuovo progetto internazionale che dalla Libia si estende ad architetti, artisti, ricercatori e professionisti creativi di tutto il globo per esaminare l’idea di “Counter- territories“.

Si chiama, infatti, “Counter- territories” ed è un invito ad utilizzare metodologie (contro-mappatura) per ri-documentare e ri-disegnare fenomeni culturali e socio-spaziali che di solito non sono visibili nelle mappe ufficiali.

A lanciare l’invito è lo studio di architettura e arte Tajarrod, con sede a Bengasi. Attraverso la ricerca critica, la sperimentazione e attività culturali, i creativi dovranno concentrarsi sui fenomeni esclusi (o messi a tacere), rappresentando l’essenza della città, con le sue dinamiche legate all’uso dello spazio da parte delle minoranze, ai fenomeni di assenza di luogo, agli strati nascosti, alla disomogeneità e alla perdita di identità.

L’obiettivo è quello di sviluppare una comprensione approfondita del rapporto uomo-ambiente in contesti fortemente mutevoli.
Da qui l’importanza di ri-formulare le nostre mappe espressive, come contro-strategia per identificare ciò che non è riconosciuto nel discorso culturale attuale e per sensibilizzare sulla sua inevitabile esistenza.

C’è tempo fino al 15 novembre per registrarsi e fino al 30 dicembre per inviare il proprio progetto.

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