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Italian journalist Paola Martino is bringing people of culture into focus: interviews and human stories on their creative work and ideas, which help to improve dialogue and mutual understanding. | La giornalista Paola Martino intervista persone di cultura, mostrandoci i loro lavori e storie personali. Libri, idee, dipinti, fotografie e opere d'arte diventano un importante strumento per migliorare il dialogo e la conoscenza reciproca.

Lettera a George Floyd

Abdelmajid Daoudagh

Oggi, tutti sanno chi è George Floyd, l’uomo afro-americano ucciso da un agente della polizia di Minneapolis, negli Stati Uniti, il 25 maggio scorso, nel corso di un brutale arresto che ha scatenato indignazione e proteste in tutto il mondo.
Abdelmajid Daoudagh conosce bene le difficoltà di chi, nel Paese che considera “casa”, si sente diverso, o per il colore della sua pelle, o per le sue origini, la sua etnia. È nato in Marocco e vive in Italia dal 1988. Da allora è impegnato per i diritti degli immigrati. Colpito dalla notizia della tragica morte di George Floyd, ha deciso di scrivergli una lettera, che vuole essere un grido per non dimenticare.

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Sumaya Abdel Qader e “Quello che abbiamo in testa”

“Horra” in italiano significa “Libera”. Ed è anche il nome della protagonista del nuovo libro di Sumaya Abdel Qader“Quello che abbiamo in testa”.

È una giovane donna italiana di genitori giordani musulmani. Vive a Milano, da perfetta equilibrista tra due mondi – quello orientale di origine e quello occidentale dove è nata e cresciuta – e cerca di trovare una risposta ai suoi tanti dubbi. Il romanzo ci guida in una realtà di cui tutti parlano, ma che pochissimi conoscono. Un ritratto vivido e realistico di un’Italia contemporanea che non possiamo più ignorare.

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I Am The Revolution, documentario di Benedetta Argentieri



Le guerre che si protraggono in Afghanistan, Iraq e Siria colpiscono senza pietà la popolazione civile. Violenze, privazioni, fondamentalismo e negazione di qualsiasi diritto altrui condannano alla scomparsa minoranze etniche. In questo immutabile scenario esistono vite ed esperienze che resistono per accendere una scintilla. I Am The Revolution è il documentario coraggioso della giornalista indipendente e regista Benedetta Argentieri che racconta di queste scintille attraverso la storia di tre donne e delle loro comunità. Il documentario è proiettato nei cinema di tutta Italia attraverso la piattaforma web Movieday, che promuove film indipendenti. Abbiamo incontrato la regista prima della proiezione.

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LIBRI/ ‘Un vulcano chiamato Siria’. Intervista all’autore Abdullah Alhallak

Un vulcano chiamato Siria” è una panoramica sulla Siria di oggi e di ieri. Abdullah Alhallak, giornalista siriano e autore del volume, s’interroga sul futuro del proprio Paese e pone l’accento sull’importanza della democrazia per garantire una pace stabile e duratura. Lo abbiamo incontrato in occasione dell’uscita del libro.

Come era la Siria prima della “Primavera araba”?
Dopo la salita al potere di Bashar al-Assad, a luglio del 2000, tutti si aspettavano una trasformazione. Gli appelli e le richieste per il cambiamento democratico e il pluralismo politico cominciavano a levarsi sempre più forte all’interno del Paese. Bashar al-Assad promise che avrebbe varato delle riforme. Il 27 settembre 2000 gli intellettuali siriani pubblicarono il “Manifesto dei 99“, inaugurando la “Primavera di Damasco”. Il 9 agosto 2001 cominciarono, però, le retate di arresti contro gli attivisti e gli intellettuali della Primavera.

Bashar al-Assad era quindi determinato a mantenere il suo potere?

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