WhereAreWeGoing

#WhereAreWeGoing - a space to hypothesize, together with you, the probable trends for the coming years: art, health, values, feelings, society, economics, aesthetics, traditions and more. Do you have any suggestions? |#DoveStiamoAndando, uno spazio per ipotizzare insieme a voi le probabili tendenze per i prossimi anni: arte, salute, valori, sentimenti, società, economia, estetica, usi, costumi e quant’altro. Suggerite argomenti?

DoveStiamoAndando? Verso l’incubo del nuovo Uomo Nero

The Nightmare (1781), Johann Heinrich Füssli

(Uomo nero – Prima puntata)

Roma – Scampati a un incidente aereo e finiti su un’isola disabitata, un gruppo di bambini cerca di sopravvivere. Ralph li invita a organizzarsi in vista delle future difficoltà, ammonendo a tenere anche un fuoco acceso per richiamare l’attenzione di eventuali navi di passaggio. Jack li invita piuttosto a imporsi con la forza su altri gruppi eventualmente presenti, a combattere uniti contro un essere misterioso, incombente, minaccioso (“La Bestia”). Con il passare dei giorni, i seguaci di Ralph si assottigliano, quelli di Jack diventano sempre più numerosi; la banalissima atavica stramaledetta “paura dell’uomo nero” è sempre efficace.
Pubblicato nel 1954 negli Stati Uniti senza gran successo (circa 3mila copie vendute), Il signore delle moschedi William Golding, rieditato 5 anni dopo, ne vendette oltre 14 milioni e valse all’autore il Nobel per la letteratura 1983.

Chi è, l’Uomo Nero?

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DoveStiamoAndando? A utilizzare tutte le parole del mondo

ROMA – La purezza della lingua, si dice. Ma quando mai. È come per la cucina: siamo tutti mischiati, tutti imparentati, tutti bastardi. Detto questo, infarcire di parole straniere il linguaggio nel quale stai parlando dimostra solamente che non conosci abbastanza per utilizzarlo compiutamente.

Comunque, tolti di mezzo eventuali carenze e probabili provincialismi, il fatto è che le lingue rimangono vive se accettano di contaminarsi con altre e di adeguarsi ai mutamenti sociali. Lo constatiamo con gli idiomi neo latini (italiano francese spagnolo portoghese rumeno), nelle nazioni del bacino mediterraneo, e nei vari Paesi un po’ ovunque.

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DoveStiamoAndando? A gustare i sapori del mondo

ROMA – Mai incontrato connazionali che, in viaggio all’estero, cercano un ristorante italiano? E chi, in patria, rifiuta di assaggiare cibi di altri Paesi? C’è qualcosa di più di obiettiva ottusità: la solita, maledetta paura di quel che non si conosce, di quel che è diverso. Si trattasse solamente di gusti e palato, uno/a assaggerebbe, prima di decidere; se poi rifiuta, almeno sa cosa. Deve essere molto fragile, questa identità, se bisogna proteggerla persino dall’essere curiosi. Emergono ataviche ossessioni: Se-mangio-il-tuo-cibo-rischio-di-diventare-come-te, e/o Se accetto il tuo cibo finirò per accettare anche te – invece no, sia mai, non passa lo straniero, appunto.

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DoveStiamoAndando? A ricuperare il passato per costruire il futuro

ISTANBUL – Gülçin Anmaç ovvero dell’eleganza. Elegante il suo aspetto, l’abbigliamento, il modo di porsi, il gestire; alle pareti della sua grande casa/studio chiara, luminosa, spaziosa, fioriscono le grandi miniature per cui è diventata celebre. Grattacielo, piano alto, ampie vetrate aprono su Istanbul magica e infinita.

Laurea in Antropologia, master in Conservazione dei Beni Culturali, pluripremiata anche a livello internazionale, protagonista di almeno un centinaio di mostre e di una cinquantina di libri, Gülçin insegna al Centro nazionale delle Arti Tradizionali (e in altri enti), lavora per documentari della tv turca (il più recente, Mevlanza Rumi, dedicato al massimo poeta mistico della letteratura persiana, fondatore della Confraternita Sufi dei Dervisci Rotanti).

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