WhereAreWeGoing

#WhereAreWeGoing - a space to hypothesize, together with you, the probable trends for the coming years: art, health, values, feelings, society, economics, aesthetics, traditions and more. Do you have any suggestions? |#DoveStiamoAndando, uno spazio per ipotizzare insieme a voi le probabili tendenze per i prossimi anni: arte, salute, valori, sentimenti, società, economia, estetica, usi, costumi e quant’altro. Suggerite argomenti?

DoveStiamoAndando? A scoprire che l’opera era e resta emozione

Ph. Alessia Cocconi – Unsplash

Amori tradimenti sfide contese inganni e magie, i buoni tutti buoni e i cattivi tutti cattivi, musica sovente sublime …. e se l’opera rispondesse anche al nostro bisogno di fiabe?

Vincenzo Grisostomi Travaglini,  che del melodramma è tra i primi registi nel mondo – attivo specialmente in Oriente ed Estremo Oriente, dove quest’arte prospera libera e felice – evoca i prodromi nell’Umanesimo (gli svaghi dell’”onesta brigata”, del Decameron) e negli splendori rinascimentali.

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Ventotene: un ex carcere per l’Europa

Ph. Marco Chilese – Unsplash

VENTOTENE – Diventerà un Museo dei Valori Europei il famigerato carcere di Santo Stefano dove dal XVIII secolo al 1965 bruciarono tante vite di contestatori, criminali comuni, libertari, patrioti, antifascisti. Sull’isola gemella di Ventotene, Alberto Spinelli ed Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni nel 1941 scrissero il Manifesto di Ventotene (Per un’Europa libera e unita), che fu alla base del successivo processo di integrazione europea culminato nel 1992 con la nascita dell’Unione europea. Con e come questi padri italiani dell’Europa, negli anni ’40 c’erano complessivamente 900 detenuti politici; tra essi Umberto Terracini, Mauro Scoccimarro, Rocco Pugliese e Sandro Pertini, Giuseppe Di Vittorio, Giuseppe Banchieri e tanti altri. In precedenza, nel carcere erano stati rinchiusi anche molti anarchici, compreso Gaetano Bresci che uccise re Umberto I di Savoia a Monza nel 1900, e presumibilmente finì lui stesso ucciso nello stesso carcere. Nel XIX secolo, oltre a detenuti comuni, ci furono i patrioti Silvio Spaventa e Luigi Settembrini, il brigante post-risorgimentale Carmine Crocco. Nel 1965 la struttura, che da tempo ospitava solamente detenuti comuni, fu chiusa definitivamente. Da allora, una lenta e progressiva decadenza.

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DoveStiamoAndando? Al cinema a capire i regimi autoritari

ROMA – Alcuni film provano a evocare quanto possa essere pensato e agito all’interno di una società repressa, mentre altri, spesso realizzati da esuli, raccontano le rigide limitazioni dovute a regimi “autoritari” e/o a culture arcaiche, bigotte, riflette Claudio Carusellicritico cinematografico, ideatore e direttore de “il cinemante”

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DoveStiamoAndando? In guerra, tra pulsione di vita e di morte

Ph. Hasan Almasi -Unsplash

Roma – Solamente la paura può indurti ad accettare la drastica limitazione delle libertà personali che è di norma nei regimi dispotici, nelle società arcaiche potenzialmente altrettanto crudeli, e non di rado in determinati ordinamenti all’apparenza democratici, riflette Danilo Moncada Zarbo di Monforte, psicoanalista che vive e lavora tra Roma e Barcellona, dove è direttore clinico dell’istituto di psicoterapia analitica Ramon Berenguer el Gran Barcelona. Ogni struttura autoritaria può sopravvivere solamente incutendo paura, negando sistematicamente – programmaticamente – la soddisfazione dei piaceri individuali. Come ben sapeva e ammoniva Sigmund Freud, un essere umano libero e realizzato non potrebbe non ribellarsi, ma se lo convinci di un pericolo imminente, per un po’ di sicurezza baratterà una parte più o meno importante delle sue possibilità di essere felice.

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