WhereAreWeGoing

#WhereAreWeGoing - a space to hypothesize, together with you, the probable trends for the coming years: art, health, values, feelings, society, economics, aesthetics, traditions and more. Do you have any suggestions? |#DoveStiamoAndando, uno spazio per ipotizzare insieme a voi le probabili tendenze per i prossimi anni: arte, salute, valori, sentimenti, società, economia, estetica, usi, costumi e quant’altro. Suggerite argomenti?

DoveStiamoAndando? A imparare la solidarietà per tutelare se stessi

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Kathleen Park, Northern Territory, Australia. Ph. Silvia Dogliani

Roma – Direttamente o indirettamente collegati ai rivolgimenti climatici in corso, si intensificano alluvioni, siccità, fenomeni atmosferici estremi, inquinamento, con le conseguenti distruzioni di coltivazioni, riduzione di mezzi di sostentamento per esseri umani e animali, calo di posti di lavoro, aggravamento delle disuguaglianze, avvio (o ripresa) di conflitti territoriali.

“Un contesto invivibile nel quale non puoi fare altro che decidere di partire, costi quel che costi, magari salendo su uno dei barconi che attraversano il Mediterraneo, dice Carolina Facioni, sociologa e dottore di ricerca in metodologia delle Scienze Sociali, Research Assistent in Istat, interessata agli studi di previsione (Futures Studies), alle tematiche relative alla qualità della vita e alle emergenze demografiche.

Prevenzioni possibili?
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DoveStiamoAndando? A perseguire la ripresa, in Europa, con la medesima energia della Grecia

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Ph. Silvia Dogliani

ATENE – L’estate 2022 è stata la rinascita, dopo che la Grecia è uscita dalla condizione di “sorvegliata speciale” dell’Europa, avendo interamente restituito al Fondo Monetario Internazionale l’ultima tranche del prestito (1,58 miliardi di dollari). Turismo aumentato fino al 200% nelle isole; ad Atene tutto esaurito negli hotel e tutti affollati i bar ristoranti caffetterie taverne, ghirlande di luce punteggiano i locali, lunghe fila di tavolini sui marciapiedi. Da piazza Syntagma, famosa per il cambio della guardia e anche per i comici e le manifestazioni, fino alle strade di La Plaka, che culminano a Monastiraki, fiumane di persone dilagano nei negozi di souvenir e nel mercatino delle pulci (chiusi entrambi la domenica per dare modo agli ambulanti, più che altro immigrati, di vendere le loro mercanzie). A Glyfada, Vouliagmeni, Volos, il mare è di un blu che dà le vertigini, gli occhi dei turisti sono cerchiati di nero di stanchezza, i locali sono tutti e a qualsiasi ora stracolmi – come faranno i camerieri a essere sempre così gentili?

Questo choc di ritrovata energia potrebbe oggi essere auspicio per l’Europa Intera.
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DoveStiamoAndando? A scoprire che l’opera era e resta emozione

Ph. Alessia Cocconi – Unsplash

Amori tradimenti sfide contese inganni e magie, i buoni tutti buoni e i cattivi tutti cattivi, musica sovente sublime …. e se l’opera rispondesse anche al nostro bisogno di fiabe?

Vincenzo Grisostomi Travaglini,  che del melodramma è tra i primi registi nel mondo – attivo specialmente in Oriente ed Estremo Oriente, dove quest’arte prospera libera e felice – evoca i prodromi nell’Umanesimo (gli svaghi dell’”onesta brigata”, del Decameron) e negli splendori rinascimentali.

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Ventotene: un ex carcere per l’Europa

Ph. Marco Chilese – Unsplash

VENTOTENE – Diventerà un Museo dei Valori Europei il famigerato carcere di Santo Stefano dove dal XVIII secolo al 1965 bruciarono tante vite di contestatori, criminali comuni, libertari, patrioti, antifascisti. Sull’isola gemella di Ventotene, Alberto Spinelli ed Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni nel 1941 scrissero il Manifesto di Ventotene (Per un’Europa libera e unita), che fu alla base del successivo processo di integrazione europea culminato nel 1992 con la nascita dell’Unione europea. Con e come questi padri italiani dell’Europa, negli anni ’40 c’erano complessivamente 900 detenuti politici; tra essi Umberto Terracini, Mauro Scoccimarro, Rocco Pugliese e Sandro Pertini, Giuseppe Di Vittorio, Giuseppe Banchieri e tanti altri. In precedenza, nel carcere erano stati rinchiusi anche molti anarchici, compreso Gaetano Bresci che uccise re Umberto I di Savoia a Monza nel 1900, e presumibilmente finì lui stesso ucciso nello stesso carcere. Nel XIX secolo, oltre a detenuti comuni, ci furono i patrioti Silvio Spaventa e Luigi Settembrini, il brigante post-risorgimentale Carmine Crocco. Nel 1965 la struttura, che da tempo ospitava solamente detenuti comuni, fu chiusa definitivamente. Da allora, una lenta e progressiva decadenza.

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