Ornella Rota

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Name: Ornella Rota
Date registered: 5 September 2011

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  1. DoveStiamoAndando? Nella Terra dei Fuochi, tra i rifiuti — 1 August 2019
  2. DoveStiamoAndando? Verso lo scambio fra culture — 23 May 2019
  3. DoveStiamoAndando? All’Opera con un pubblico di stranieri — 9 May 2019
  4. DoveStiamoAndando? A disobbedire per rimanere umani — 20 March 2019
  5. DoveStiamoAndando? A cercare energie nell’Islam — 10 January 2019

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DoveStiamoAndando? Nella Terra dei Fuochi, tra i rifiuti

Prof. Sandro MandolesiQUALIANO –  Tra Napoli e Caserta, nel triangolo Qualiano, Giugliano e Villaricca, a pochi metri di profondità in un terreno da sempre fertile di prodotti d’eccellenza, dall’inizio degli anni ’90 i clan della camorra seppelliscono centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali pericolosi provenienti dalle produzioni industriali del Nord Italia e di Francia, Germania, Austria. Un disastro ambientale di proporzioni bibliche. Migliaia di ettari avvelenati da metalli pesanti come piombo, stagno, cadmio, nickel, cobalto, molibdeno, berillio; e nell’acqua dei pozzi arsenico, floruri, manganese, solfati e solventi (toluene, tetracloroetilene, dicloro meta tetra cloro etilene e diclorometano).

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DoveStiamoAndando? Verso lo scambio fra culture

ISTANBUL – Con 18 milioni di abitanti e un dedalo si strade che intrecciano la storia i millenni la gloria gli intrighi e il futuro, a Istanbul la dimensione multi e interculturale è presente nel rapportarsi quotidiano prima ancora che nella consapevolezza culturale.”Questa città raccoglie tutti, viviamo tutti insieme – turchi, stranieri, animali” è commento tranquillo, anzi sorridente, di tanti stambulioti.
A differenza di quanto succede in altri Paesi pure di alto retaggio storico, qui è rimasto vivo il senso del grande passato: quell’impero ottomano che per cinque secoli fu immenso, multiculturale, multilinguistico, strutturato sul concetto di comunità, inclusivo di vari popoli e alieno a qualsiasi distinzione su base etnica.

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DoveStiamoAndando? All’Opera con un pubblico di stranieri

Roma – Tosca rivivrà di fronte ai luoghi dove da oltre due secoli l’immaginario collettivo ambienta il suo dramma: Castel Sant’Angelo, che nel 1800 era carcere per prigionieri politici vaticani, per lo più legati al fallimento della repubblica romana, qui rinchiusi e sovente uccisi.

Luigi Zacco Giovanelli, musicologo, è al suo debutto in regia: “I librettisti Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, e lo stesso Puccini, hanno dato precise indicazioni temporali e spaziali, alle quali intendo attenermi fedelmente”. Ispirata a un testo di Victorien Sardou che rievoca la vittoria di Marengo (14 giugno 1800), presentata a Parigi nel 1887 e interpretata da Sarah Bernhardt, quest’opera, prosegue, “è tutta romana: il primo atto si svolge a Sant’Andrea della Valle, il secondo nel palazzo Farnese, il terzo a Castel Sant’Angelo”. Ambienti che fanno la gioia di tutti i turisti del mondo (non a caso la prima è fissata per il 27 maggio, con repliche in giugno e ottobre: tutti periodi di grande affluenza nella capitale), i quali generalmente adorano, ovunque, nutrirsi di suggestione di amore, intrighi e morte.”Attiguo alla Medina di Casablanca ad esempio, c’è un grande albergo nella cui sala principale è stata riallestita la scena più famosa del film omonimo; tanti chiedono di ascoltare As time goes by, loro stessi sentendosi un po’ Bogart e/o Bergman. Qualcosa di molto simile succede a Verona con il balcone di Giulietta, a Micene con al tomba degli Atridi e la cosiddetta maschera di Agamennone (personaggio partorito dalla fantasia di Omero) – tutti falsi storici clamorosi, esattamente come Tosca che si uccide buttandosi dagli spalti di Castel Sant’Angelo”.

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DoveStiamoAndando? A disobbedire per rimanere umani

Non pensavo che i tuoi editti avessero tanta forza, che un mortale potesse trasgredire le leggi non scritte e incrollabili degli dei. Infatti, queste non sono di oggi o di ieri, ma sempre vivono, e nessuno sa da quando apparvero: così Sofocle, nella tragedia Antigone. Assurta a emblema di disobbedienza civile in quel mondo occidentale che alla Grecia classica ascrive i suoi valori fondanti, Antigone rivendica la legittimità, anzi il dovere, di seppellire il fratello Polinice, trasgredendo il divieto di re Creonte. Morire senza sepolture, era per i greci oltraggio e orrore: la propria psyché avrebbe eternamente vagato fuori dalle porte dell’Ade, il corpo sarebbe diventato preda di cani, di uccelli. E di pesci.

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