Ornella Rota

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Name: Ornella Rota
Date registered: 5 September 2011

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  1. DoveStiamoAndando? Verso lo scambio fra culture — 23 May 2019
  2. DoveStiamoAndando? All’Opera con un pubblico di stranieri — 9 May 2019
  3. DoveStiamoAndando? A disobbedire per rimanere umani — 20 March 2019
  4. DoveStiamoAndando? A cercare energie nell’Islam — 10 January 2019
  5. DoveStiamoAndando? A cercare di ricuperare il significato delle parole — 8 November 2018

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DoveStiamoAndando? Verso lo scambio fra culture

ISTANBUL – Con 18 milioni di abitanti e un dedalo si strade che intrecciano la storia i millenni la gloria gli intrighi e il futuro, a Istanbul la dimensione multi e interculturale è presente nel rapportarsi quotidiano prima ancora che nella consapevolezza culturale.”Questa città raccoglie tutti, viviamo tutti insieme – turchi, stranieri, animali” è commento tranquillo, anzi sorridente, di tanti stambulioti.
A differenza di quanto succede in altri Paesi pure di alto retaggio storico, qui è rimasto vivo il senso del grande passato: quell’impero ottomano che per cinque secoli fu immenso, multiculturale, multilinguistico, strutturato sul concetto di comunità, inclusivo di vari popoli e alieno a qualsiasi distinzione su base etnica.

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DoveStiamoAndando? All’Opera con un pubblico di stranieri

Roma – Tosca rivivrà di fronte ai luoghi dove da oltre due secoli l’immaginario collettivo ambienta il suo dramma: Castel Sant’Angelo, che nel 1800 era carcere per prigionieri politici vaticani, per lo più legati al fallimento della repubblica romana, qui rinchiusi e sovente uccisi.

Luigi Zacco Giovanelli, musicologo, è al suo debutto in regia: “I librettisti Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, e lo stesso Puccini, hanno dato precise indicazioni temporali e spaziali, alle quali intendo attenermi fedelmente”. Ispirata a un testo di Victorien Sardou che rievoca la vittoria di Marengo (14 giugno 1800), presentata a Parigi nel 1887 e interpretata da Sarah Bernhardt, quest’opera, prosegue, “è tutta romana: il primo atto si svolge a Sant’Andrea della Valle, il secondo nel palazzo Farnese, il terzo a Castel Sant’Angelo”. Ambienti che fanno la gioia di tutti i turisti del mondo (non a caso la prima è fissata per il 27 maggio, con repliche in giugno e ottobre: tutti periodi di grande affluenza nella capitale), i quali generalmente adorano, ovunque, nutrirsi di suggestione di amore, intrighi e morte.”Attiguo alla Medina di Casablanca ad esempio, c’è un grande albergo nella cui sala principale è stata riallestita la scena più famosa del film omonimo; tanti chiedono di ascoltare As time goes by, loro stessi sentendosi un po’ Bogart e/o Bergman. Qualcosa di molto simile succede a Verona con il balcone di Giulietta, a Micene con al tomba degli Atridi e la cosiddetta maschera di Agamennone (personaggio partorito dalla fantasia di Omero) – tutti falsi storici clamorosi, esattamente come Tosca che si uccide buttandosi dagli spalti di Castel Sant’Angelo”.

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DoveStiamoAndando? A disobbedire per rimanere umani

Non pensavo che i tuoi editti avessero tanta forza, che un mortale potesse trasgredire le leggi non scritte e incrollabili degli dei. Infatti, queste non sono di oggi o di ieri, ma sempre vivono, e nessuno sa da quando apparvero: così Sofocle, nella tragedia Antigone. Assurta a emblema di disobbedienza civile in quel mondo occidentale che alla Grecia classica ascrive i suoi valori fondanti, Antigone rivendica la legittimità, anzi il dovere, di seppellire il fratello Polinice, trasgredendo il divieto di re Creonte. Morire senza sepolture, era per i greci oltraggio e orrore: la propria psyché avrebbe eternamente vagato fuori dalle porte dell’Ade, il corpo sarebbe diventato preda di cani, di uccelli. E di pesci.

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DoveStiamoAndando? A cercare energie nell’Islam



Se il mondo fosse un solo stato, la capitale sarebbe Istanbul (Napoleone)

ISTANBUL – Raffinata e implacabile, le ricerca dell’essenziale conclude e sintetizza tutto un lavorio di riflessione su di sé, sul proprio stile di vita, sul mondo. La gamma dei colori spazia da toni pastello delicatissimi, al limite dell’evanescente, fino a tinte vivide, brillanti, quasi imperiose. Anche le tecniche utilizzate variano: acrilico e smalti. Echi arabi punteggiano gli intarsi; recenti suggestioni di calligrafia sembrano ammiccare a una qualche misteriosa nostalgia. A volte, la forma geometrica rimanda all’impianto di una moschea, per lo più alle linee del tetto sotto cui si raccolgono i fedeli: l’associazione con i mandala è inevitabile e immediata. Motivi geometrici e floreali giocano con idee di prospettiva. Compaiono cavalli e farfalle, anche pesci. L’arte di Luigi Ballarin è di norma aniconica, soltanto eccezionalmente le opere propongono forme umane – titoli come Danza rotante, Pregare danzando, Fante ottomano, rari altri. Libere su fondi neutri, strutturate come tanti parti di un singolo mosaico, tutte le figure prendono vita dall’accostamento di elementi differenti, ognuno dei quali potrebbe avere vita autonoma.

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