MIGRATION

This is a section dedicated to migrants of North Africa - particularly graduated universities students - who decide to leave their own countries in order to build a new life and a new project of business in Europe. Some of them live now in Italy, some in France, some in other European countries. Through articles, photos and videos, they talk about their experiences and offer to readers different perspectives. Are you migrants or do you work for this field? Write to [email protected] ([email protected]) and tell us your stories, your requests or your suggestions. We will publish them in the section MED FORUM. | La parola passa agli stranieri del Nord Africa - giovani studenti universitari in particolare - che decidono di lasciare il loro Paese di origine e raggiungere l'altra sponda. Attraverso articoli, foto e video, raccontano il loro punto di vista e le loro esperienze, necessarie a proporre nuove soluzioni per migliorare le difficoltà nel processo di integrazione. Vicende personali "positive", di chi ce l’ha fatta, ma anche "meno positive", di chi è costretto a scontrarsi quotidianamente con ciò che in Europa manca ancora, sia a livello legislativo, sia sociale. Siete migranti o lavorate per questo settore? Scrivi a [email protected] e raccontateci le vostre storie, le vostre richieste o le vostre proposte, che pubblicheremo all'interno della sezione MED FORUM.

Lettera a George Floyd

Abdelmajid Daoudagh

Oggi, tutti sanno chi è George Floyd, l’uomo afro-americano ucciso da un agente della polizia di Minneapolis, negli Stati Uniti, il 25 maggio scorso, nel corso di un brutale arresto che ha scatenato indignazione e proteste in tutto il mondo.
Abdelmajid Daoudagh conosce bene le difficoltà di chi, nel Paese che considera “casa”, si sente diverso, o per il colore della sua pelle, o per le sue origini, la sua etnia. È nato in Marocco e vive in Italia dal 1988. Da allora è impegnato per i diritti degli immigrati. Colpito dalla notizia della tragica morte di George Floyd, ha deciso di scrivergli una lettera, che vuole essere un grido per non dimenticare.

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Covid-19: in calo le rimesse dei migranti

Ph. Alistair MacRobert – Unsplash

Fase 1 o fase 2, il Covid-19 ha cambiato tutto. Ci ha profondamente stravolto la vita: relazioni sociali, lavoro, equilibrio psicologico, sicurezze economiche. Ha trasformato il presente, ma anche il futuro. Cosa sarà dei nostri progetti e di tutti i sogni che avevamo?

Mohamad, Anita, Pushpa, Achol e tanti migranti che vivono oggi in Europa o in altri Paesi ospitanti se lo domandano tutti i giorni. Le misure restrittive imposte da molti governi per far fronte alla crisi sanitaria mondiale hanno cambiato anche la loro di vita. In molti  hanno perso il lavoro. I più fortunati si sono travati con uno stipendio dimezzato.
E come fare allora per inviare denaro a casa, dove figli, fratelli, genitori o nipoti aspettano con ansia la fine del mese per avere quella piccola somma che permette loro di andare avanti? Come sopportare di aver fatto tanti sacrifici per nulla?
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Egitto: Campus tour all’Università del Cairo

 

I giovani e la loro crescita professionale sono il focus del Campus Tour #EU4YOUth, che si svolgerà il 20 febbraio presso l’Università di Alessandria e il 24 in quella del Cairo. A ideare questo progetto è la delegazione dell’Unione Europea in Egitto insieme a EU Neighbours South project, che hanno lavorato sul tema dell’educazione giovanile per lanciare questa iniziativa nell’ambito della campagna di comunicazione presente in sette Paesi del Medio Oriente.

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A Cagliari, per favorire il credito nel bacino del Mediterraneo

Come favorire il credito nel bacino del Mediterraneo e sviluppare nuove opportunità economiche e professionali? Se ne discuterà a Cagliari venerdì 31 gennaio alle ore 9.30 durante il kick-off meeting di [email protected] –Med Microfinance Support System for Start-Ups, un progetto destinato a disoccupati, inoccupati – tra i 24 e i 35 anni – e imprese dell’economia sommersa.

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