Silvia Dogliani

Author's details

Name: Silvia Dogliani
Date registered: 2 November 2010
URL: https://www.silviadogliani.com

Biography

Giornalista e fotografa. Appassionata di viaggi, Medio Oriente e mondo arabo. Oggi vive tra Milano e Singapore, domani chi lo sa. Ha ideato il progetto FocusMéditerranée, per il quale ha curato la rubrica "Le Bistrot parisien" e scrive di attualità e immigrazione.

Latest posts

  1. Magnum Photos: vendita online — 13 June 2019
  2. D-Day 75, never forget — 6 June 2019
  3. Parigi: D’ici, libertà di parola ai giornalisti in esilio — 2 May 2019
  4. Hebron, la città della Cisgiordania divisa e abbandonata — 7 February 2019
  5. Lalla Essaydi e le Femmes du Maroc — 17 January 2019

Most commented posts

  1. Al-Qaeda dopo Bin Laden/ Il culto del martirio — 8 comments
  2. EGITTO/”Linea diretta con il Cairo”: acqua e zucchero per Hassan e ad Imbaba la gente muore di fame — 7 comments
  3. “Ritornare. Per ricominciare”, al via la campagna per affrontare le emergenze migrazioni — 5 comments
  4. Egitto, vento di incertezze — 5 comments
  5. REPORTAGE/West Bank: il pianto di Mona e gli scontri a Silwan — 4 comments

Author's posts listings

Magnum Photos: vendita online

L’agenzia fotografica Magnum apre i suoi archivi e lancia una vendita online di una selezione di fotografie classiche e contemporanee sul tema “Obsessions”, ossessioni. La vendita, realizzata in collaborazione con il quotidiano francese Le Monde, si svolgerà fino al 14 giugno. Leggi ora »

D-Day 75, never forget

Memories, Normandy. Ph. Silvia Dogliani

Il mare era gelido e la spiaggia ancora lontana un centinaio di metri. Mentre intorno a me fioccavano proiettili che bucavano l’acqua, mi diressi verso la barriera d’acciaio più vicina. Ad un soldato venne la stessa idea e per alcuni minuti dividemmo insieme quella specie di rifugio. […]”.
Era il 6 giugno 1944, quando il fotografo Robert Capa documentava un giorno che ha segnato la storia dell’Europa.

Leggi ora »

Parigi: D’ici, libertà di parola ai giornalisti in esilio


I fotogiornalisti in esilio
 sono costretti a stare in silenzio per salvare le loro vite e quelle dei familiari. Chi riesce a fuggire dal proprio Paese, difficilmente può continuare la sua professione altrove. A Parigi, alcuni di loro vengono accolti dalla Maison des journalistes, un rifugio sicuro e unico al mondo, da dove poter ricominciare, o forse continuare il loro rischioso lavoro di denuncia, mobilitazione, informazione.

Si ciamano Beraat Gokkus (Turchia), Hani Al Zeitani (Siria), Hassanein Neamah (Iraq), Larbi Graïne (Algeria), … Provengono da Paesi in cui le libertà di stampa, di pensiero e di parola non sono garantite.

Ma da Parigi – d’ici – potranno finalmente raccontare al mondo chi sono, da dove vengono, perché sono scappati e cosa si sono portati dentro, oltre ai ricordi e al dolore. Usano il potere delle immagini e delle parole per descrivere, in una forma di narrazione onesta, fatti ed emozioni e per raccontare la loro vita in esilio e la difficoltà di ritrovare un quotidiano nel Paese che li accoglie. Leggi ora »

Hebron, la città della Cisgiordania divisa e abbandonata

Hebron, West Bank. Ph. Silvia Dogliani

Hebron è la seconda città più antica della Palestina dopo Gerico. Oggi fa parte della Cisgiordania (West Bank) ed è popolata da oltre 200mila palestinesi e 600 coloni israeliani protetti dall’esercito che ha assediato la città. E’ qui che, nel febbraio di 25 anni fa, un medico israeliano di nome Baruch Goldstein ha sparato nella moschea di Abramo (Grotta dei Patriarchi per gli ebrei) contro i fedeli palestinesi in preghiera, uccidendone 29 e ferendone 300. Da allora è stata creata la missione “Temporary International Presence in Hebron” (Tiph), che coinvolge circa sessanta osservatori provenienti da cinque Paesi diversi (Norvegia, Svezia, Italia, Svizzera e Turchia). Il compito della Tiph è quello “monitorare”, senza intervenire, sulle violenze commesse dai coloni o dai palestinesi in una città ad alta tensione, divisa dal 1997 in due settori: H1 sotto il controllo dell’autorità nazionale palestinese, e H2 sotto l’autorità dell’esercito israeliano. La missione viene riconfermata ogni sei mesi.

A fine gennaio di quest’anno, il Primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha deciso di non rinnovare il mandato degli osservatori internazionali della Tiph, sostenendo che tale missione agiva contro Tel Aviv.

Leggi ora »

Older posts «