
La domanda è semplice: “Cosa volete fare?” Dopo un’interminabile pausa, George Clooney spezza il silenzio e dice: “Good night, and Good luck”. Le luci si spengono e gli applausi non tardano ad arrivare.
Quanto conta oggi la libertà di stampa? E quanto è essenziale un pensiero libero da interferenze, propaganda, minacce e ritorsioni? Quanto è fondamentale il ruolo di testate giornalistiche serie e solide, capaci di riportare i fatti in modo imparziale? Per l’attore americano George Clooney la risposta è chiarissima, ed è racchiusa nella sua nuova opera teatrale Good Night, and Good Luck scritta insieme a Grant Heslov e portata in scena da un cast straordinario.
L’opera ha debuttato lo scorso 3 aprile al Winter Garden Theatre di Broadway, a New York. Acclamata dalla critica, ha registrato un record di vendite al botteghino ed è stata candidata a cinque Tony Awards 2025. Per la prima volta nella storia, la CNN ha deciso di trasmettere una rappresentazione teatrale di Broadway: la penultima, sabato 7 giugno alle 19:00 ET. Good Night, and Good Luck sarà dunque la prima opera teatrale trasmessa in diretta televisiva a livello nazionale e internazionale (CNN International). Per George Clooney questo è un traguardo significativo: un’occasione per diffondere una storia di coraggio ed integrità ad un pubblico ancora più vasto.
Clooney, due volte vincitore del premio Oscar, interpreta magnificamente il ruolo di Edward R. Murrow, giornalista scaltro e coraggioso della testata televisiva CBS, che decide – contro tutto e tutti – di sfidare in diretta il senatore Joseph McCarthy. Murrow e la sua squadra scelgono di opporsi con fermezza alla crescente paranoia e propaganda antisovietica e anticomunista che travolge gli Stati Uniti, anche a costo di scontrarsi con il governo federale e con l’opinione pubblica.
La sceneggiatura riproduce con precisione raffinata una redazione del Dopoguerra e il pubblico viene trascinato nel vortice del lavoro redazionale dinamico e incessante: i personaggi si muovono fluidamente dalle scrivanie di un open space agli studi televisivi, fino alla sala riunioni. E’ qui che si consumano conversazioni e scambi di informazioni riservate.
Il ticchettio della macchina da scrivere accompagna tutta l’opera, alternandosi alla voce dolce di una cantante e alle note jazz di una band posta su un soppalco. Le melodie si mescolano all’aroma del brandy che sorseggiano i protagonisti e al fumo delle innumerevoli sigarette accese prima e durante la trasmissione. I giornalisti si muovono instancabili, spinti da una missione imprescindibile: raccontare la verità, ad ogni costo.
Scorre il conto alla rovescia e Clooney ha a disposizione solo pochi istanti per porre le sue domande all’intervistato. Va in onda l’intervista. L’America guarda sconcertata. Il pubblico del Winter Garden Theatre osserva la scena da due prospettive: domande e risposte trasmesse su un maxischermo al centro del palco, e il retroscena della produzione dal vivo. L’intervista produce un effetto senza precedenti.
Si illumina uno schermo gigante. Il pubblico viene catturato dalle immagini montate da diverse testate televisive per raccontare gli eventi che hanno segnato la storia: l’assassinio di J.F. Kennedy, il discorso di Reagan, la nomina di Barack Obama, l’attacco alle Torri Gemelle, poi quello a Capitol Hill. C’è l’insediamento di Donald Trump e, infine, un’immagine controversa: il braccio alzato di Elon Musk sul palco di Washington in un gesto che ricorda un “saluto romano”. Poi, il buio.
George Clooney riappare, elegante nel suo smoking, i capelli pettinati all’indietro e modellati con il gel: “Cosa volete fare? Interminabile pausa. “Good night, and Good luck”.





















