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MOSTRE/ Corpus Domini: il corpo e la sua sparizione

Antony Gormley Creta / Clay, 40.5 x 77.5 x 91.2 cm (14 elementi / elements). Galleria Continua Ph. Stephen White & Co.

A un anno dalla sua scomparsa, Milano rende omaggio a Lea Vergine, critica d’arte e figura fondamentale per la storia del rapporto tra arte e corpo. Corpus Domini. Dal corpo glorioso alle rovine dell’anima è la grande mostra collettiva a lei dedicata, curata da Francesca Alfano Miglietti e ospitata nelle sale di Palazzo Reale.

Attraverso le opere di artisti contemporanei di spicco nella scena nazionale e internazionale – molte delle quali mai esposte in Italia – la mostra ripensa al concetto di umanità post-Covid19.

Il corpo umano nelle sue molteplici forme e fragilità viene esplorato, esibito, sottratto, annullato o reso invisibile. L’essere umano perde la sua umanità e diventa oggetto. Avviene ormai anche nella cronaca quotidiana: abituati ad un’esposizione mediatica che ci fa perdere il senso delle cose, le persone diventano corpi senza identità.
Oggi, sono le immagini dei migranti corrosi dal freddo al confine tra la Bielorussia e la Polonia; ieri era il corpo minuto e privo di vita di Alan, il bambino siriano simbolo della crisi migratoria in Europa morto annegato su una spiaggia turca; oggi e ieri sono i volti terrorizzati di chi è costretto a dominare la paura delle onde del Mediterraneo per inseguire un futuro incerto. Queste donne, questi bambini e questi uomini disperati che sbarcano sulle nostre coste o rincorrono il suolo europeo non sono più esseri umani, sono oggetti: pedine strategiche di uno scacchiere geopolitico.

In circa mille metri quadrati di superficie, il progetto Corpus Domini pone l’attenzione sullo storico passaggio dal corpo protagonista della Body Art a quello dell’Iperrealismo, sul mutamento dei canoni estetici della rappresentazione, e sulla potente evocazione dell’individuo mediante i suoi resti, le sue tracce, i suoi rivestimenti.

La cultura contemporanea ci propone corpi perfetti, modificati, ripensati, essenzialmente finti. L’essere umano viene percepito attraverso i suoi indumenti, oggetti del suo lavoro o del suo essere nomade; elementi che rispecchiano le condizioni sociali del mondo contemporaneo. Nel percorso espositivo vengono sviluppati linguaggi stilistici e figurativi molto diversi tra loro e questo risulta ancora più rilevante e attuale, dopo la pandemia che ha generato quella che oggi è la percezione stessa del corpo umano: malattia, salute, morte.

La curatrice della mostra spiega che “Il confine tra reale e immaginario è sempre meno riconoscibile, tanto da assorbire la realtà dentro uno schermo, come dimostra l’ossessiva presenza degli schermi nella nostra vita: schermi piatti delle televisioni e dei computer, dei videogiochi, degli smartphone. Lo schermo annulla la distanza tra lo spettatore e la scena, lo invita a immergersi dentro, gli offre una realtà a portata di mano, ma su cui la mano non ha alcuna presa”.

Info: A Milano, presso le sale di Palazzo Reale Corpus Domini. Dal corpo glorioso alle rovine dell’anima. La mostra è aperta al pubblico fino al 30 gennaio 2022.

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