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Il ritorno di Aziza

Succede che hai bisogno di stare in silenzio, a volte. Succede che qualcosa accade e non sai perché. Succede che non comprendi,  se non dopo giorni, mesi, anni.

Così, un giorno, Aziza ha smesso di scrivere, di parlarvi. Perché? Perché la sua gioia d’amore era troppo bella e grande, per poterla ridurre a parole.

Perché lui le ha chiesto di sposarla, finalmente.

Perché non ci credeva. Perché, dopo questa proposta, anche se confermata da un anno di convivenza, ha avuto paura. Paura del passo da intraprendere. Paura del domani. Paura di un sì a due voci, a due culture, tra due religioni.

Paura degli altri, del loro giudizio. Paura del noi da pronunciare. Paura di sè, delle sue scelte, di non farcela. Poi, quando ha deciso che era arrivato il momento di raccontarvi tutto questo, la felicità si è trasformata in sgomento, dolore, sofferenza. La notizia della malattia del padre, la certezza che sta arrivando l’ora del saluto, del passaggio, della morte.

E, a quella paura, se ne è aggiunta un’altra più grande, di fronte alla quale la precedente scompariva. Lui, l’uomo del suo futuro, l’arabo dalle grandi intemperanze e dal cuore d’oro, si è dimostrato il marito che potrà diventare: tenero, fermo, presente anche nelle lontananze fisiche, affezionato al suocero più di lei, della sua stessa figlia. “Tuo padre è mio padre”, ha detto tra le lacrime il giorno della brutta notizia. Cosi, Aziza ha deciso di tornare in questa altalena di emozioni che le riserva la vita stessa.

Ritorna nel giorno di Pasqua, il giorno della Resurrezione. Perché non c’è gioia e stupore senza sgomento. Come quello che prese le donne che, recatesi al sepolcro, non trovarono il corpo di Cristo. Dice l’evangelista Marco (16, 8): “Esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro, perché erano prese da tremito e da stupore; e non dissero nulla a nessuno, perché avevano paura”. Marco conclude la sua narrazione con una tomba vuota, una cieca vertigine, una sostanziale incomprensione dell’uomo per i disegni di Dio, una inquietante incertezza del futuro: la nostra.

Buona Pasqua, Happy Easter, عيد فصح سعي

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