di Adriana R.
Testimonianza di una lettrice di Independnews:
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Ero lì anch’io, nonostante la pioggia, la grandine e le strade allagate. Con i piedi zuppi di acqua e l’ombrello bucato dalle palle di ghiaccio che piombavano come missili dal cielo. Ero a Milano, in Piazza Castello, dalla parte di Gaza, dalla parte dei mondi offesi. (GUARDA LE FOTO)
La grandine non ha impedito che ricordassimo l’ultima strage degli innocenti: le piccole vittime del massacro compiuto a Gaza tra dicembre 2008 e gennaio 2009. Voi che scrivete di cambiamenti, aiutateci a diffondere questo messaggio, aiutateci a cambiare quella piccola parte del mondo spesso dimenticata. Grazie!






















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Vaffanculo Hamas. Vaffanculo Israele. Vaffanculo Fatah. Vaffanculo ONU.
Vaffanculo UNWRA. Vaffanculo USA! Noi, i giovani di Gaza, siamo stufi di
Israele, di Hamas, dell’occupazione, delle violazioni dei diritti umani e
dell’indifferenza della comunità internazionale!
Vogliamo urlare per rompere il muro di silenzio, ingiustizia e indifferenza,
come gli F16 israeliani rompono il muro del suono; vogliamo urlare con tutta
la forza delle nostre anime per sfogare l’immensa frustrazione che ci
consuma per la situazione del cazzo in cui viviamo; siamo come pidocchi
stretti tra due unghie, viviamo un incubo dentro un incubo, dove non c’è
spazio né per la speranza né per la libertà.
Ci siamo rotti i coglioni di rimanere imbrigliati in questa guerra politica;
ci siamo rotti i coglioni delle notti nere come il carbone con gli aerei che
sorvolano le nostre case; siamo stomacati dall’uccisione di contadini
innocenti nella buffer zone, colpevoli solo di stare lavorando le loro
terre; ci siamo rotti i coglioni degli uomini barbuti che se ne vanno in
giro con le loro armi abusando del loro potere, picchiando o incarcerando i
giovani colpevoli solo di manifestare per ciò in cui credono; ci siamo rotti
i coglioni del muro della vergogna che ci separa dal resto del nostro Paese
tenendoci ingabbiati in un pezzo di terra grande quanto un francobollo; e ci
siamo rotti i coglioni di chi ci dipinge come terroristi, fanatici fatti in
casa con le bombe in tasca e il maligno negli occhi; abbiamo le palle piene
dell’indifferenza da parte della comunità internazionale, i cosiddetti
esperti in esprimere sconcerto e stilare risoluzioni, ma codardi nel mettere
in pratica qualsiasi cosa su cui si trovino d’accordo; ci siamo rotti i
coglioni di vivere una vita di merda, imprigionati dagli israeliani,
picchiati da Hamas e completamente ignorati dal resto del mondo.
C’è una rivoluzione che cresce dentro di noi, un’immensa insoddisfazione e
frustrazione che ci distruggerà a meno che non troviamo un modo per
canalizzare questa energia in qualcosa che possa sfidare lo status quo e
ridarci la speranza. La goccia che ha fatto traboccare il vaso facendo
tremare i nostri cuori per la frustrazione e la disperazione è stata quando
il 30 Novembre gli uomini di Hamas sono intervenuti allo Sharek Youth Forum,
un’organizzazione di giovani molto seguita con fucili, menzogne e violenza,
buttando tutti i volontari fuori incarcerandone alcuni, e proibendo allo
Sharek di continuare a lavorare.
Alcuni giorni dopo, alcuni dimostranti davanti alla sede dello Sharek sono
stati picchiati, altri incarcerati. Stiamo davvero vivendo un incubo dentro
un incubo. E’ difficile trovare le parole per descrivere le pressioni a cui
siamo sottoposti. Siamo sopravvissuti a malapena all’Operazione Piombo Fuso,
in cui Israele ci ha bombardati di brutto con molta efficacia, distruggendo
migliaia di case e ancora più persone e sogni. Non si sono sbarazzati di
Hamas, come speravano, ma ci hanno spaventati a morte per sempre, facendoci
tutti ammalare di sindromi post-traumatiche visto che non avevamo nessuno
posto dove rifugiarci.
Siamo giovani dai cuori pesanti. Ci portiamo dentro una pesantezza così
immensa che rende difficile anche solo godersi un tramonto. Come possiamo
godere di un tramonto quando le nuvole dipingono l’orizzonte di nero e
orribili ricordi del passato riaffiorano alla mente ogni volta che chiudiamo
gli occhi? Sorridiamo per nascondere il dolore. Ridiamo per dimenticare la
guerra. Teniamo alta la speranza per evitare di suicidarci qui e adesso.
Durante la guerra abbiamo avuto la netta sensazione che Israele voglia
cancellarci dalla faccia della Terra. Negli ultimi anni Hamas ha fatto di
tutto per controllare i nostri pensieri, comportamenti e aspirazioni. Siamo
una generazione di giovani abituati ad affrontare i missili, a portare a
termine la missione impossibile di vivere una vita normale e sana, a
malapena tollerata da una enorme organizzazione che ha diffuso nella nostra
società un cancro maligno, causando la distruzione e la morte di ogni
cellula vivente, di ogni pensiero e sogno che si trovasse sulla sua strada,
oltre che la paralisi della gente a causa del suo regime di terrore.
Per non parlare della prigione in cui viviamo, una prigione giustificata e
sostenuta da un paese cosiddetto democratico. La storia si ripete nel modo
più crudele e non frega niente a nessuno. Abbiamo paura. Qui a Gaza abbiamo
paura di essere incarcerati, picchiati, torturati, bombardati, uccisi..
Abbiamo paura di vivere, perché dobbiamo soppesare con cautela ogni piccolo
passo che facciamo, viviamo tra proibizioni di ogni tipo, non possiamo
muoverci come vogliamo, né dire ciò che vogliamo, né fare ciò che vogliamo,
a volte non possiamo neanche pensare ciò che vogliamo perché l’occupazione
ci ha occupato il cervello e il cuore in modo così orribile che fa male e ci
fa venire voglia di piangere lacrime infinite di frustrazione e rabbia! Non
vogliamo odiare, non vogliamo sentire questi sentimenti, non vogliamo più
essere vittime.
BASTA! Basta dolore, basta lacrime, basta sofferenza, basta controllo,
proibizioni, giustificazioni ingiuste, terrore, torture, scuse,
bombardamenti, notti insonni, civili morti, ricordi neri, futuro orribile,
presente che ti spezza il cuore, politica perversa, politici fanatici,
stronzate religiose, basta incarcerazioni! DICIAMO BASTA! Questo non è il
futuro che vogliamo!
Vogliamo tre cose. Vogliamo essere liberi. Vogliamo poter vivere una vita
normale. Vogliamo la pace. E’ chiedere troppo? Siamo un movimento per la
pace fatto dai giovani di Gaza e da chiunque altro li voglia sostenere e non
si darà pace finché la verità su Gaza non venga fuori e tutti ne siano a
conoscenza, in modo tale che il silenzio-assenso e l’indifferenza urlata non
siano più accettabili.
Questo è il manifesto dei giovani di Gaza per il cambiamento! Inizieremo con
la distruzione dell’occupazione che ci circonda, ci libereremo da questo
carcere mentale per riguadagnarci la nostra dignità e il rispetto di noi
stessi. Andremo avanti a testa alta anche quando ci opporranno resistenza.
Lavoreremo giorno e notte per cambiare le miserabili condizioni di vita in
cui viviamo. Costruiremo sogni dove incontreremo muri. Speriamo solo che tu
– sì, proprio tu che adesso stai leggendo questo manifesto!- ci supporterai.
Per sapere come, per favore lasciate un messaggio o contattaci direttamente
a [email protected].
Vogliamo essere liberi, vogliamo vivere, vogliamo la pace. LIBERTA’ PER I
GIOVANI DI GAZA!
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