
Un’identità che muta e allo stesso tempo si fa comunità: questo è il filo conduttore della mostra “In_Fieri – L’Arte del Divenire e Ubuntu“dell’artista franco-marocchina Chinouia Mina, in corso allo Spazio Hasita di Milano.
La sua è un’arte fortemente interdisciplinare, che spazia dalla pittura alla fotografia e all’installazione, fino ad arrivare alla musica, pensata per accompagnare i visitatori.
Le opere esposte ritraggono singole parti del corpo umano, analizzate e scansionate come fossero radiografie. Alcuni lavori richiamano esplicitamente i raggi X, come “Humains Bones” e “Humains Red Bones Scan”, in cui un rosso intenso rappresenta la fragile – e al tempo stesso potente – intimità dell’essere umano.

L’attenzione è posta su piccoli dettagli, su strutture anatomiche che ci accomunano, ma che nelle loro differenze di colore, lunghezza o spessore ci rendono inevitabilmente unici. Questa è in fondo l’umanità: un insieme di individui legati da un’unica origine, eppure profondamente variegati.
Il concetto che sostiene le opere dell’artista è proprio questa ambiguità dell’essere umano, ma un ruolo centrale lo riveste il termine africano “Ubuntu”, che significa “io sono perché noi siamo”. Questo principio riconosce che la nostra identità è profondamente legata alla comunità: ogni individuo è connesso agli altri e solo attraverso la differenza altrui può comprendere ciò che lo distingue, dunque chi è realmente.
L’uomo ha un costante bisogno dell’altro, del suo sostegno e del suo affetto. Questa necessità è evocata dall’artista in diverse opere: in “Legs Support Each Other”, “Legs to Carry Oneself” e “Legs Twist”, un intreccio, un tocco, un gesto raccontano un linguaggio di cura, in cui l’essere umano sostiene e viene sostenuto.
In “Elle est”, “Elles sont”, “Elle” e “L’un est l’autre” Chinouia Mina rivolge lo sguardo alla dimensione creatrice e femminile della madre, figura originaria da cui ogni vita prende forma.

Ma l’identità dell’essere umano è anche fluidità, continuo movimento. In fieri deriva infatti dal latino “nel processo di divenire” e sottolinea come l’uomo non sia soltanto diverso dal resto dell’umanità, ma anche da se stesso del passato, persino da ciò che era pochi istanti prima.
In “Matter”, “Soul”, “Double-you” e “Double Yourself” si percepisce un vero e proprio divincolarsi dall’immobilità, come un grido che afferma la libertà dell’uomo, libero in quanto capace di cambiare.
Mina Chinouia è un’artista autodidatta e In_Fieri rappresenta il suo debutto espositivo e la prima mostra fotografica. L’artista sta attualmente sviluppando una nuova serie di lavori per approfondire ulteriormente le tematiche emerse in questa prima esposizione curata da Haluk Terzioglu.
Info: In_Fieri – L’Arte del Divenire e Ubuntu è aperta al pubblico fino al 31 dicembre da martedì a sabato dalle 15.00 alle 19.00 presso lo Spazio Hasita a Milano.






















