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Violenza sulle donne. Dall’Italia alla Polonia, il libro di Silva Gentilini

Cervo. Ph. Silvia Dogliani

Grazie alla sua nuova pubblicazione in Polonia abbiamo riscoperto il libro di grande attualità di Silva Gentilini “Le formiche non hanno ali”, uscito da qualche anno (Mondadori Electa 2017).

Perché tradurlo in polacco? Lo abbiamo chiesto all’editrice, Natalia Moskal, della casa editrice indipendente Fam Art di Lublino.
In Polonia le donne sono sempre meno tutelate e noi abbiamo il dovere di non prestarci a questo gioco. La nostra casa editrice si impegna sempre di più a parlare dei problemi che riguardano le violenze subite e la violazione dei diritti delle donne”.

Il team di Fam Art è, infatti, composto principalmente da donne e si concentra sia su progetti letterari, sia musicali.
Il romanzo di Silva Gentilini è drammatico, crudele, raccontato con coraggio. È per questo che è stato selezionato dalla casa editrice per essere tradotto (traduzione di Ewa Trzcinska) e pubblicato.

“Le formiche non hanno le ali” è la storia di due donne: Emma e Margherita. Donne a cui la vita non ha regalato che pochi attimi di felicità e spensieratezza. Tante le ingiustizie subite in seno alla famiglia. Quante donne hanno vissuto e vivono ancora oggi violenze da chi in realtà dovrebbe proteggerle?

La storia di Emma è ispirata alla vita dell’autrice, un trascorso di violenze e abusi familiari, mai così attuale come oggi. In parallelo, ci sono le vicende di Margherita, bisnonna di Silva Gentilini: con passaggi di fortuna è arrivata a Genova a 16 anni per poi partire per New York.

Il 20 dicembre del 1993, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con risoluzione 48/104 del 20 dicembre 1993 ha adottato la Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne, definendola: « Qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica sia privata »

Aver subito abusi è fonte di vergogna e senso di colpa – dice Silva Gentilini – anche nelle persone più evolute. È un meccanismo naturale e umano. A pochi giorni dalla pubblicazione del romanzo sono andata in tilt: mi sono resa conto solo allora che davo in pasto una parte di me e questo mi ha più volte fatto vacillare. Ma sono contenta di averlo scritto, anche per mandare un messaggio a tutte le bambine, le ragazze, le donne.
Volevo dire alle persone che sono vittime di abusi che si può sempre rinascere e ricostruirsi. La verità è una cosa difficile da captare. Tante cose accadono sotto i nostri occhi, senza che noi ce ne accorgiamo. Leggendo i fatti di cronaca di questi giorni, mi dispiace che non ci sia ancora un modo per fermare la violenza. Io parlo da soggetto abusato: dobbiamo trovare un modo per aiutare le donne che lanciano grida d’aiuto, che denunciano, dobbiamo trovare un modo per proteggerle.
Le formiche non hanno le ali, ma possono volare. La resilienza delle donna c’è, esiste da sempre, noi siamo quelle in grado di lavorare per tutta la famiglia e sopportare emotivamente cose anche gravi. Le donne devono capire con più consapevolezza che sono caparbie, testarde, capaci e tirare fuori la forza e il coraggio che sono dentro ognuna di noi.”

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