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REPORTAGE/ E il Ghiacciaio di Verra continua a sciogliersi


 
In un mondo che corre, dove tutto è veloce, in una Italia sommersa dall’acqua, dove alluvioni impreviste ed incontrollate devastano città e sconvolgono famiglie, anche l’apparente immobilismo dei ghiacciai perde inesorabilmente la sua battaglia e loro si sciolgono … in fretta.

In questi ultimi dieci anni il Grande Ghiacciaio di Verra, posto sul versante sud del massiccio del Monte Rosa, si è ritirato oltre ogni pessimistica previsione, stabilendo un record negativo sia a livello nazionale, sia europeo: le Rocce di Lambronecca non sono mai state così scoperte.

Ghiacciai_Ita_ott11_Ph.Paolo_Ravasi

Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi
Grande Ghiacciaio, Monte Rosa. Ph. Paolo Ravasi

I ghiacci non hanno resistito ai cambiamenti climatici, lasciando il posto alla roccia, che si mostra con striature rosse, tipiche dei sedimenti di ferro, più simili al sangue che scorre copioso da lesioni mai rimarginate.

Eppure, nonostante le ferite, queste montagne accolgono ogni anno chi si spinge ad esplorarle e ad ascoltarle, lasciando la fretta a valle, a chi sceglie di correre verso un futuro sempre più incerto, senza mai trovare il tempo per fermarsi a riflettere.

 

 

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Ottimo reportage, ottimo ed interessante. Bellissime le immagini!

A mia volta, cerco di pubblicare quante più fotografie d’insieme possibile, relative a questo ghiacciaio ayassino, per testimoniarne l’andamento (anzi, la regressione) degli ultimi anni:

https://www.varasc.it/Ghiacciaio%20Verra.htm

A presto,

Marco

Grazie Marco,
ho avuto modo di visitare spesso il tuo sito e mi complimento a mia volta per il lavoro che ha realizzato. La val d’ayas è diventata una sorta di seconda casa, quanto meno per quel che riguarda la Val d’Aosta, nella quale ho potuto trascorrere piacevolissimi momenti fin da bambino.
Per altro, il solo confronto di fotografie realizzate neppure una ventina di anni addietro rispetto a quelle attuali, non è che una ulteriore conferma di quanto riportato nell’articolo.
Nel link a seguire è possibile visionare altre immagini relative al ghiacciaio (e rifugio Mezzalama):
https://www.naturaphotografica.com/reportage/182.html
Saluti
Paolo