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DoveStiamoAndando? A innamorarci online

Ph. Sergey Zolkin -Unsplash.

ROMA – Le autostrade della Rete spalancano il mondo, moltiplicano occasioni modalità opportunità curiosità suggestioni. L’urgenza di annodare fili attraverso il globo non è neppure tipica della nostra epoca: qualche decenni fa, le lettere “via aerea” dei penfriend mettevano in contatto persone che diversamente non si sarebbero mai conosciute, né tantomeno frequentate. Allora come oggi, a migliaia di chilometri si avviavano collaborazioni, solidarietà, scambi, amicizie, amori. Con medesimi problemi, aggravati dalle molto più limitate possibilità di comunicazione e movimenti.

Sugli innamoramenti online, fenomeno molto più diffuso di quanto ci si immagini, abbiamo chiesto alcune riflessioni a Maria Pariano, psicologa, collaboratrice per la ricerca all’Università di Amsterdam; e al sociologo Marino D’Amore, docente all’Università Cusano di Sociologia generale, Internet e social media, Social network analysis.

Lo schermo del pc o del cellulare o del tablet neutralizza le timidezze, dice Maria Pariano, agevola il mostrarsi come si è; sguardi, voce, linguaggio del corpo vengono sostituiti con la descrizione (sovente molto più esplicita di quanto faremmo di persona) di sensazioni e fantasie; l’attenzione reciproca è costante e l’ascolto puntuale, a differenza di quanto spesso succede nella realtà. La distanza, il mistero, la mancanza di timore del giudizio altrui aumentano il desiderio erotico e favoriscono la caduta di alcuni tabù, che nella realtà possono essere molto forti.

Potrebbe essere un’ottima base per una relazione reale solida
Infatti molto spesso lo è: a condizione che l’incontro di persona avvenga in tempi relativamente brevi. Il prolungarsi dell’attesa amplifica i meccanismi proiettivi, li quadruplica, decuplica, dilata, esaspera, alimenta inganni e anche autoinganni, fantasmi, illusioni. Il riscontro con la realtà spazzerà via queste dinamiche; se la relazione tra i due continuerà, non sarà più come prima.

Non a caso parecchi innamorati virtuali continuano – a volte alternativamente, prima uno poi l’altro – a rimandare il primo appuntamento. Perché?
Paura. A parte sgamare subito le bugie più volgari (magari sull’aspetto fisico o sulle condizioni socio-economiche), l’incontro reale imporrà la consapevolezza concreta di problemi reali: viaggi per colmare la distanza, vincoli dei rispettivi lavori, differenze di ambiente società educazione famiglie valori. Per intenderci: vivere uno a Roma e l’altro a Ginevra è molto diverso dall’abitare, che so, rispettivamente a Chicago e a Rabat, o a Hanoi e Copenaghen; senza sottovalutare il fatto che alcuni Stati scoraggiano i loro cittadini dall’avere rapporti con stranieri, non di rado limitano pure l’accesso alla Rete.

Ph. Avi Richards – Unsplash

Ma l’impedimento primario, il più difficile da superare, è dentro di noi: è la paura. Paura del nuovo, eventualmente aggravata dalla paura e dalla diffidenza verso il diverso, con il conseguente profondo scetticismo sulla possibile durata della storia. Rimanere nel proprio inferno conosciuto è per tanti preferibile alla prospettiva di un futuro che per molti versi potrebbe essere magari allettante, ma è ignoto. Paura di sconvolgere la propria vita (soprattutto se impostata in modo abitudinario), di essere inadeguati alle aspettative, di non farcela economicamente, di essere giudicati male da ambiente società famiglia colleghi amici…Un numero indefinito di paure, consapevoli e non.

Parecchi film, anche alcune cronache, raccontano di innamorati che superano tutte le difficoltà
Può succedere se entrambi sono estremamente motivati nel volersi, dotati di non comune forza di volontà, disposti a rischiare – casi rari.

Questione di età?
Non direi: gli innamoramenti virtuali sono più frequenti nella fascia sotto i 30 e sopra i 70 anni.

Una rottura online è dolorosa quanto una reale?
Persino di più, se la proiezione sull’altro è stata talmente grande da non contemplare un suo eventuale rifiuto. Anzi: a volte noi crediamo di vedere nell’altro qualità che vorremmo possedere noi, quasi che per certi aspetti ci stessimo innamorando di noi stessi come vorremmo essere.

E poi che succede?
Che una storia di esaurisce e altre cominciano. Chi passa molto tempo online avvia quanto prima una seconda relazione, magari con l’accortezza di accentuare una componente di amicizia, che in qualche modo allontani l’urgenza di fisicità che è tipica dell’innamoramento.

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