La rentrée

Les berges, Paris. Ph. Silvia DoglianiEccoci arrivati anche quest’anno a riprendere tutto in mano o rincominciare da capo. I francesi la chiamano “la rentrée”, il rientro.

Parigi ci accoglie con un sole estivo, inaspettatamente caldo, che riflette sui palazzi color crema – ideati quasi due secoli fa dal prefetto Haussmann – e illumina la città e i suoi abitanti. Hanno ancora appiccicato addosso quello sguardo nostalgico, di chi ricorda le vacanze appena concluse. I francesi in questi giorni hanno un’energia nuova: c’è chi è pronto ad entrare in una guerra rischiosa contro la Siria, e chi, invece, preferisce non pensarci e riprendere il solito tran tran de “la rentrée”.

Al Bistrot parisien si ritrovano gli affezionati habitué, che chiacchierano di viaggi, sogni e progetti futuri. E Parigi esplode di proposte ed iniziative. Le scuole riaprono e i giovani si fiondano eccitati nelle cartolerie, in cerca dei nuovi quaderni e materiali. Viene inaugurato il tanto criticato progetto Les Berges, l’intervento urbanistico voluto da Bertrand Delanoë, l’attuale sindaco, lungo la rive gauche della Senna. E’ qui che anche i parigini più ostili all’iniziativa esplorano i giardini flottanti, dove gli uccelli migratori possono essere accolti intorno ad una serra di vetro. Poco più in là, la gente continua a sentirsi in vacanza: prende il sole sulle amache pubbliche o sulle sdraio dei caffè, prenota una lezione di Tai Chi, beve un aperitivo al tramonto o riserva una Zzz, una casetta arredata di vetro immersa nel verde, che la città offre gratuitamente ai suoi abitanti per fare un pic-nic o giocare a carte con amici o parenti.

Ma settembre è anche l’occasione per scoprire nella capitale oltre 350 edifici istituzionali o privati (dei 16mila presenti in tutta la Francia) normalmente chiusi al pubblico. Les journées européennes du patrimoine sono in programma il 14 e il 15 del mese. E le opzioni sono infinite: la visita all’Ecole Militaire nel settimo arrondissement, l’appena ristrutturato passage Choiseul nel secondo, l’antico Jardin d’Agronomie Tropicale nei pressi del Bois de Vincennes, l’Ambasciata d’Italia, il Palazzo dell’Eliseo. E tantissimi altri.

Ma i parigini non si fanno prendere dallo sconforto se le giornate di pioggia iniziano prima del previsto. Musei, concerti, mostre, oppure librerie, dato che settembre è anche il mese delle novità letterarie. E per concludere in bellezza, perchè non pensare anche alla cantina dei vini, visto che a settembre ci sono gli “sconti” ai quali i francesi sono particolarmente sensibili.

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