
Lalla Essaydi è una fotografa che ha sempre opposto resistenza a tutto ciò che, nella cultura contemporanea, sono stereotipi o preconcetti. Nata e cresciuta in Marocco, in una famiglia tradizionale, ha studiato in Occidente e si è trasferita per alcuni anni in Arabia Saudita. Oggi vive tra New York, Boston e Marrakesh.
Les femmes du Maroc sono una serie di ritratti di donne marocchine: narrazioni sceniche che esplorano la complessa realtà delle strutture di potere contemporanee imposte alle donne arabe attraverso la tradizione. Essaydi utilizza la calligrafia islamica per coprire corpi femminili, pareti, tessuti, come volesse raccontarci il suo pensiero; esplora temi di genere, identità interculturali e miti prevalenti dell’orientalismo, una vera e propria sfida nei confronti di norme sociali e gerarchie che hanno caratterizzato tutta la sua infanzia in Marocco.

L’arte e l’architettura che ritroviamo nei disegni calligrafici e geometrici della serie Harem e Harem Revisited, sono elementi importanti della cultura islamica. La fotografa ha voluto ricreare quegli spazi privati dove venivano confinate le donne.
Attraverso la sperimentazione di discipline diverse, come pittura, video, istallazioni e fotografia, l’artista reinterpreta opere classiche occidentali e invita gli spettatori a riconsiderare la mitologia orientalista.

I suoi lavori sono presenti in numerose collezioni permanenti in vari musei del mondo, tra cui il Louvre di Parigi, l’Asian Civilisations Museum di Singapore, il British Museum di Londra, il National Museum of African Art di Washington DC, il Brooklyn Museum of Art di New York e il Los Angeles Country Museum of Art in California. Queste immagini a colori su larga scala, tra cui diverse opere iconiche a più pannelli, fanno parte della recente esposizione “Truth and beauty” presentata a Singapore presso Gillman Barracks.